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Fare di tutto? No, meglio solo quanto basta, nel lavoro e in vacanza

2 agosto 2013




di Erika Leonardi. La ferie sono alle porte e le similitudini fra il mondo del lavoro e quello personale si fanno più evidenti.

LAVORARE INSIEME
La giornata lavorativa è ricca di momenti di relazioni. Come gestirle? C'è chi si vuole fare carico di tutto: perennemente in ansia, si affanna, corre, si sostituisce agli altri, non si ferma mai. In altri termini: fa troppo. Questo atteggiamento genera più effetti negativi, che positivi. È vero che le cose vengono fatte, ma chi sta accanto patisce su più fronti: vive lo stress permanente dell'altro e patisce in quanto si sente sempre in difetto. Non è positivo neanche sottrarsi, stare nell'ombra e non fare nulla. C'è però da domandarsi quali dei due eccessi sia più dannifico.

ANDARE IN VACANZA
È ricorrente che si programmi una vacanza con altri, amici o parenti. Dal punto di vista delle relazioni, l'esito è incerto soprattutto per gli aspetti umorali. Anche qui c'è il rischio dei due eccessi: profusione o carenza. La scelta del posto, l'organizzazione del viaggio, così come il pasto o le gite, sono eventi in cui l'iperattività diventa, con buone probabilità, fonte di tensioni e di compromissione dei rapporti. Incombe un pericolo: tensione fra chi è "moto perpetuo e incessante" e compagni di vacanza succubi, che patiscono perché non si sentono all'altezza. Esito: stress cronico per tutti.

E ALLORA?
Ovviamente non sempre le cose vanno così: c'è anche chi è ben contento che a far tutto siano gli altri. Pensando al lavoro e in prossimità delle agognate ferie, vogliamo qui dare evidenza al fatto che immolarsi per gli altri, non è un comportamento di per sé utile e positivo nelle relazioni. Potrebbe sorgere un interrogativo: darsi da fare in modo intenso è altruismo? Non sempre. Lavorare o stare in gruppo in modo sereno, presuppone la condivisione di un obiettivo e capacità di ascolto verso gli altri, affinché il proprio contributo si integri con quello degli altri, senza sopraffazione o sottomissione. Essere sempre incessantemente in prima fila potrebbe celare un marcato protagonismo o vittimismo.

www.erikaleonardi.it

Redazione
Rivista Italiana di Management, fondata nel 1959.
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