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Colpo di scena al processo Tamoil

7 giugno 2012




Cremona – Si è svolta oggi al Tribunale di Cremona l'udienza del procedimento contro la Tamoil, la compagnia petrolifera libica che nella città è stata presente una raffineria sino alla fine del 2010 e che è accusata di gravi reati ambientali, in sostanza di aver inquinato la falda acquifera. Mentre il Sindaco di Cremona, Oreste Perri, non si presenta in aula e non si costituisce parte civile, un comune cittadino interviene e chiede di potersi costituire come parte lesa in rappresentanza di tutta la cittadinanza. Si tratta di Gino Ruggeri, tesoriere della locale associazione radicale, accompagnato in tribunale dagli avvocati Giuseppe Rossodivita e Alessio Romanelli. Il Gup rimanda ogni decisione alla prossima udienza del 19 giugno.

Signor Ruggeri, perché ha deciso di chiedere di potersi costituire come parte lesa al processo Tamoil?

Perché i reati di cui sono accusati i dirigenti Tamoil alla città hanno creato molti danni, compresi quelli d'immagine. Come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, gli indagati avrebbero accettato il rischio di avvelenare le acque della falda superficiale intermedia e profonda omettendo di fare idonei interventi di messa in sicurezza nonostante gli sversamenti al suolo di sostanze inquinanti che penetrarono nel terreno e nella falda attraverso una gestione illecita dei rifiuti, degli incidenti di perdite dai serbatoi e dalla rete di raccolta delle acque. Sarà compito del Tribunale stabilire la portata dei danni.

Cosa spera di ottenere?

Spero che la Tamoil risarcisca pienamente il danno arrecato alla città e non si limiti ad una bonifica di facciata come quella sottoscritta con l'accordo fra gli enti territoriali i sindacati e la raffineria il 1 aprile 2011, accordo con il quale si assolveva preventivamente la società petrolifera e che peraltro non è mai stato ratificato dal Consiglio comunale e quindi è giuridicamente inesistente. E poi c'è il futuro da difendere, al posto della raffineria ora c'è un deposito, ma chi garantisce che sia ambientalmente sostenibile? Tengo a precisare che ogni eventuale risarcimento non andrà al sottoscritto, bensì alla città.

Lei ha accusato il Comune e in generale le Istituzioni di latitanza. Ci spieghi meglio

E' molto semplice: da quando è stata rinnovata la concessione alla Tamoil nel 1985, anno di passaggio della proprietà alla famiglia Gheddafi, le istituzioni tutte si sono completamente disinteressate dell'aspetto ambientale. La Tamoil ha sponsorizzato per decenni gli eventi culturali e sportivi della città. Tutti contenti tranne i radicali. Difatti, nel 1985, in consiglio comunale solo l'allora consigliere radicale eletta nella lista verde si oppose al rinnovo della concessione senza garanzie. La nostra battaglia viene dunque da lontano e l'azione di oggi è solo l'epilogo.

Qualcuno obietterà che la Tamoil ha fatto molto per Cremona, portando lavoro e partecipando attivamente alla vita della città. Cosa risponde?

Prima di tutto portare lavoro non significa ricevere un'autorizzazione a trascurare la sicurezza ambientale e, quindi, sanitaria. Tamoil ha di fatto sempre operato un ricatto occupazionale ed ora ambientale. Le istituzioni hanno sempre capitolato. In questo sono coerenti, non c'è che dire.

Esistono precedenti di un cittadino comune che si costituisca per far valere l'interesse collettivo?

Sì, il segretario radicale, Mario Staderini, si sostituì al sindaco Alemanno nel caso del processo sui presunti abusi edilizi compiuti in alcune strutture sportive in vista dei mondiali di nuoto del 2009. In quel caso la Cassazione respinse la richiesta di Alemanno di escludere Staderini. Dunque sono fiducioso che anche la mia richiesta al tribunale di Cremona verrà accolta.

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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