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Il treno della concorrenza

5 agosto 2012




Messi a confronto, i prezzi della corsa business per eccellenza, la Milano-Roma, praticati negli ultimi due mesi dall'ex monopolista Trenitalia e dalla new entry Ntv, la società che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo, evidenziano significativi ribassi da parte del Frecciarossa, che per tenere testa alle promozioni di Italo è stato costretto a rivedere i listini. E tra i due contendenti, il terzo, cioè il consumatore, gode. I numeri sostengono, dunque, il sentimento di simpatia che si prova verso chiunque tenti di entrare in un mercato che sino a quel momento non ha conosciuto la concorrenza. Perché i monopoli rappresentano sempre un danno per i consumatori.

Al conteggio si è dedicato Altroconsumo, che ha monitorato tutte le offerte disponibili, per un totale di 6.875 biglietti. E se all'inizio di giugno viaggiare con Italo costava in media 16 euro in meno rispetto a viaggiare col Frecciarossa, già un mese dopo, all'inizio di luglio, Trenitalia aveva modificato all'ingiù le proprie tariffe, pur rimanendo più cara di circa 8 euro. Insomma, è bastato che un concorrente sbucasse all'orizzonte che subito si sono avute ricadute positive sui prezzi.

Con ciò, non c'è da cantare vittoria, perché per il settore delle ferrovie non è certo possibile parlare a pieno titolo di libero mercato. Non solo perché se è vero che due operatori sono meglio di uno, è altrettanto vero che tre sarebbero ancor meglio. Peccato però che al terzo operatore – Arenaways - che aveva manifestato l'intenzione di investire sul business, siano stati opposti tanti e tali ostacoli e impedimenti che alla fine hanno portato a un bel fallimento. Vicenda non esattamente edificante che proprio in questi giorni è all'attenzione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Non solo per questo, dicevamo, ma anche perché sul settore pesa un conflitto d'interessi grande come una casa, il fatto cioè che RFI, la rete che gestisce l'intera struttura ferroviaria italiana, continui a far capo allo stesso gruppo di Trenitalia. In questo mercato c'è dunque un soggetto che controlla infrastrutture e stazioni. Un enorme vantaggio competitivo, va da sé. Difatti Paolo Martinello. Presidente di Altroconsumo, osserva che "se l'Autorità garante dei trasporti non languisse in Parlamento e se Monti volesse concretamente scardinare i privilegi ereditati dai soggetti forti sul mercato, la divisione tra RFI e Trenitalia non sarebbe più su un binario morto". E', né più né meno, lo stesso concetto che vale per la rete del gas, che il Governo Monti ha diviso dall'operatore dominante. Perché la concorrenza, libera e non viziata da rendite da ex monopolio, se non ci fosse bisognerebbe semplicemente inventarla.

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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