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Dal corpo dei malati al cuore della politica

7 ottobre 2012




Milano – Si chiude oggi presso il Palazzo Reale di Milano la due giorni del IX congresso dell'Associazione intitolata a Luca Coscioni, il giovane docente universitario che, Luca Coscioniammalatosi di sclerosi laterale amiotrofica, trasformò la propria situazione personale in una battaglia politica a favore della libertà di cura e di ricerca scientifica.

Tra i numerosi interventi in scaletta oggi, anche quello di Mario Riccio, l'anestesista cremonese che sei anni fa accettò di assistere e accompagnare Piergiorgio Welby verso quella morte dignitosa che lo stesso malato invocava, semplicemente sedando il malato dapprima e staccando la macchina della ventilazione automatica al momento opportuno. Per quella vicenda, che riaccese con forza nel nostro paese il dibattito sull'eutanasia e sulla morte assistita, il dottor Riccio subì un processo per "omicidio del consenziente", da cui alla fine uscì assolto per non luogo a procedere, essendo che la sentenza riconobbe il diritto del paziente a chiedere di staccare la spina e il dovere del medico ad assecondare la sua richiesta.

Il pezzo forte della giornata è la possibilità per i presenti in sala di autenticare il proprio testamento biologico alla presenza di un notaio, a partire dalle ore 11.30. Si tratta di indicare ora, da sani, i trattamenti sanitari che s'intende ricevere oppure rifiutare nel caso la vita ci ponga nella condizione di non essere più in grado di prendere decisioni autonome o, più semplicemente, di poterle esprimere in modo chiaro. Una situazione che, secondo uno studio dell'Istituto Mario Negri, riguarda più dell'80% dei pazienti che vengono ricoverati in una rianimazione italiana, dove spesso arrivano a causa di patologie croniche degenerative. Una situazione, dunque, che ci tocca tutti, se non direttamente, almeno per il tramite di un famigliare o di una persona amica.

Proprio per attirare l'attenzione su questi temi così prepotentemente presenti nella nostra vita e pur tuttavia respinti, probabilmente anche per una forma di negazione inconscia, l'Associazione Luca Coscioni ha lanciato in questi giorni una campagna video (link in fondo all'articolo) per cercare malati terminali che facciano da testimonial per una serie di spot a favore dell'eutanasia legale. Un video e un messaggio volutamente forti e diretti che hanno subito scatenato la reazione del centro di bioetica dell'Università Cattolica, che con un comunicato durissimo (link in fondo pagina) ha bollato l'iniziativa come cinica, strumentale e mossa da secondi fini politici. A ciascuno giudicare.

Il video A.A.A. Cerchiamo malati terminali     

http://www.youtube.com/watch?v=oDoHhV_QAGc

Il comunicato del Centro di bioetica dell'Università Cattolica

http://centridiateneo.unicatt.it/bioetica_Nota_del_Centro_di_Ateneo_di_Bioetica_in_merito_alla_campagna_pro_eutanasia_della_Associazione_Luca_Coscioni.pdf

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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