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Fermare il declino pronto a presentarsi in Lombardia

22 ottobre 2012




Milano - Ne avevamo già parlato in occasione del debutto milanese di Fermare il declino, il movimento politico a impostazione fortemente liberale e liberista lanciato qualche mese fa Fermare il Declino in Piazza San Fedele, Milanodal giornalista economico Oscar Giannino insieme ad altri compagni d'avventura, quali Michele Boldrin e Luigi Zingales, economisti emigrati in Usa, Alessandro De Nicola, avvocato e presidente della Adam Smith Society, Carlo Stagnaro, esperto di questioni energetiche, ed altri ancora.

Stasera, all'appuntamento numero due con i milanesi, Fermare il declino ha fatto un passo in avanti, confermando l'intenzione di presentarsi alle prossime elezioni regionali, sia lombarde che laziali. Si tratta difatti di un passaggio elettorale obbligato per un movimento giovane che, in pochi mesi di vita, ha già suscitato tanti entusiasmi e raccolto tremila adesioni. "Nelle prossime settimane – incita dal palco Oscar Giannino – dobbiamo diventare almeno centomila aderenti, in questa fase ognuno di noi è chiamato a dare il massimo, facendo avvicinare altre persone". Già, perché dopo il patatrac in Regione Lombardia e in Regione Lazio, è chiaro che si aprono nuove possibilità per chi dovesse presentarsi con parole credibili e proposte concrete. C'è tutto un elettorato stufo marcio dei partiti tradizionali che non è più disposto a votare per gente che, negli anni, ha contributo fortemente a determinare il declino italiano e di cui le recenti vicende giudiziarie che hanno attraversato le due Regioni hanno evidenziato tutta la pochezza politica. C'è dunque spazio per una proposta finalmente liberale. Con quale candidato? Per intanto il riflettore è puntato su Gabriele Albertini, l'ex sindaco di Milano dell'era pre-Moratti, attorno al quale potrebbe – si tratta per ora di una ipotesi tutta da verificare - confluire un'operazione coinvolgente la società civile. Ma non certo sotto l'ala protettiva di Silvio Berlusconi, verso il quale, anzi, da parte di Giannino non mancano parole dure: "Diciotto anni di occasioni perdute, inquinati da leggi ad personam per un uomo che è diventato una vergogna in tutta Europa".

Così come i fondatori di Fermare il declino non le mandano a dire ai notabili della politica italiana, da anni, anzi decenni, saldamente ancorati nelle loro posizioni di potere. "Se davvero vogliono favorire la formazione di una nuova offerta politica – ribadisce Michele Boldrin – i cari Casini e Fini sono pregati di farsi da parte, di compiere un passo indietro". "Un primo risultato – continua l'economista padovano che insegna a St Louis – della campagna portata avanti da Renzi nel Pd è che almeno personaggi come Veltroni e D'Alema si sono tolti di mezzo". Non potrebbe essere diversamente per un movimento che fa del fallimento di una intera classe politica il motivo principale della propria costituzione. "La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94, tranne poche eccezioni individuali, ha fallito – si legge nel Manifesto di Fermare il declino - e deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L'Italia può e vuole crescere nuovamente".

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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