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Il lavoro che vorrei

24 marzo 2013




Un italiano su due - dati del recente rapporto sulla lettura - non legge nemmeno un libro all'anno, ma l'azienda in cui gli italiani più amerebbero lavorare è Feltrinelli . E' il risultato dell'edizione 2013 del Randstad Award, l'iniziativa con cui la multinazionale olandese attiva nel mercato delle risorse umane premia ogni anno l'attrattività delle organizzazioni come datori di lavoro.

Su settemila interviste effettuate fra i potenziali dipendenti di età fra i 18 e i 65 anni, circa 4.300 preferenze sono andate appunto alla principale catena italiana di librerie, che parrebbe ingolosire tutte le fasce d'età in pari misura, con uno sbilanciamento a favore delle donne sugli uomini. "Un riconoscimento - commenta l'amministratore delegato, Stefano Sardo - che ci dà soddisfazione, soprattutto in momenti di crisi come quello attuale".

La prima posizione di Feltrinelli è inseguita a brevissima distanza da Ferrero, l'azienda piemontese di prodotti dolciari, e, con qualchepunto percentuale di differenza, da HP, l'azienda di computer e prodotti tecnologici. Interessante la motivazione del premio speciale consegnato a PwC, nota società di consulenza in cui i potenziali dipendenti affermano di apprezzare soprattutto le opportunità di carriera. Dettaglio che in fase di recessione assume una valenza particolare, perché sposta la priorità dal fattore sicurezza, che comprensibilmente è la caratteristica trainante delle opzioni di preferenza della maggior parte dei lavoratori, per trasferirlo sui margini di crescita, sulle possibilità di fare carriera. "Il nostro modello - spiega Rodolfo Pesati, partner - è basato su ben definiti gradini di crescita, dall'iniziale junior al senior, poi al senior manager e infine, per pochi, la partnership. E' un percorso di valutazione ininterrotto a maglie molto strette che fa sì, ad esempio, che su circa 3.400 collaboratori in tutta Italia, solo 135 siano inquadrati come partner". "La nostra ricerca del meglio - aggiunge Angela Castellano, responsabile del recruitment - parte sin da subito, quando selezioniamo i migliori neolaureati con laurea magistrale nelle facoltà soprattutto di economia. Entrano con contratto di apprendistato professionalizzante di due anni o anche, in misura minore, di stage e dopo un percorso di circa tre anni una percentuale sul 70% diventa senior. E' chiaro che i passaggi successivi diventano molto più selettivi".

Dalla ricerca condotta da Randstad emerge che, complessivamente parlando, il fattore di gran lunga numero uno che gli italiani considerano positivamente nella ricerca di un lavoro è la sicurezza del posto, che insieme al fattore sulla piacevolezza dell'ambiente di lavoro cresce rispetto ai risultati della ricerca dell'anno scorso. Gli intervistati ritengono poi fondamentale che l'azienda presenti buone condizioni economiche, apprezzano la possibilità di ben equilibrare i tempi della vita professionale e di quella privata, non mancano di valutare le condizioni economiche offerte, benefit compresi, fattore quest'ultimo che è però in calo rispetto all'anno scorso. I dati della ricerca confermano anche alcune conoscenze di tipo empirico, ad esempio che mentre per i lavoratori più maturi, 35-65 anni, prevale la considerazione su fattori come qualità dei servizi o prodotti offerti dalla azienda presso cui si lavora, flessibilità di lavoro e solida situazione economica aziendale, i lavoratori più giovani, 18-34 anni, sono maggiormente attratti da aziende che offrano opportunità di carriera, anche internazionale, e formazione di qualità.

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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