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Torna a crescere il Factoring: ulteriori sintomi che il peggio è alle spalle

1 aprile 2014




Di cosa parliamo quando parliamo di Factoring? Della cessione dei crediti delle imprese alle finanziarie specializzate (factor), d'accordo, ma anche di un fenomeno che vale circa 170 miliardi, l'11% del PIL. E di un fenomeno in netta ripresa: infatti dopo un calo del 2,13% del turnover (la massa di crediti ceduta ai factor) nel 2013, che secondo il presidente di Assifact Paolo Licciardello era dovuta principalmente "al fatto che sono state emesse meno fatture in una situazione che ha visto una contrazione del PIL dell'1,8%" i primi due mesi del 2014 hanno visto invece una crescita record del settore (+ 5,73% sullo stesso periodo 2013) che ha visto cessioni di credito per 22 miliardi. Su base annua l'associazione prevede una crescita di almeno l'1,84%, ben più elevata dell'incremento previsto per il PIL (0,6%) . Si tratta comunque di un riallineamento al mercato mondiale del factoring che nel 2013 ha visto una crescita complessiva del 5% con una punta del 14% per le operazioni di factoring transnazionale

Secondo Alessandro Caretta, Segretario Generale di Assifact, si tratta "di un evidente sintomo che la ripresa economica è attesa: il segnale del factoring è positivo e anticipatorio. Ciò non ostante il credito alle imprese non c'è, la ripresa dei consumi e dell'occupazione neppure. Inutile nascondersi che i ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione sono uno dei problemi principali  che appesantisce il sistema produttivo. Abbiamo potuto verificare come già i primi rimborsi effettuati dal governo alle imprese (circa 20 miliardi) abbiano avuto un impatto molto positivo sul sistema economico nazionale: le aziende industriali hanno utilizzato quasi il 60% dei soldi ricevuti per pagare i debiti verso altre imprese, verso la Pubblica Amministrazione e verso le banche. Ma meno del 2% di quella cifra per finanziare nuovi investimenti".

"E' evidente - ha proseguito Carretta - che in questo quadro il disegno di legge di Renzi per sbloccare ulteriori 68 miliardi di crediti potrebbe essere la mossa che fa ripartire l'intero quadro economico. Per questo siamo ovviamente molto favorevoli a quest'idea. Tuttavia abbiamo qualche perplessità sul fatto che sia applicabile. Non solo e non  tanto per problemi di copertura  quanto per le lentezze burocratiche e le complicazioni normative e tecniche che appesantiscono e complicano il processo".

Infatti non si può dire ancora a regime il sistema di certificazioni dei debiti della PA che dovrebbe costituire la spina dorsale dell'operazione dei rimborsi.

"Tuttavia" ha concluso il Presidente Licciardello, "il factoring è pronto a fare la sua parte continuando ad acquistare i crediti che le imprese vantano verso le PA, supplendo di fatto a una situazione che vede il settore pubblico italiano come peggior pagatore d'Europa. I termini medi di pagamento del settore pubblico a fine 2012 erano di 80 giorni con un ritardo medio di 90 giorni: 170 giorni in media per vedere saldata una fattura. In Germania il saldo arriva mediamente in 36 giorni, nel Regno Unito in 41. La media UE è di 61 giorni".

Tra gli operatori del factoring i maggiori dubbi sul disegno di legge Renzi riguardano il funzionamento e gli effetti dell'istituto chiamato "cessione di diritto" del credito acquistato, ovvero la possibilità che le Pubbliche Amministrazioni al momento della cessione, possano chiedere una "dilazione" di 5 anni dei termini di pagamento  a condizioni definite nelle misure massime dal Ministero dell'Economia. Se l'intermediario non intende o non può concedere la ridefinizione dei termini di pagamento, il credito verrà "ceduto di diritto" a un altro operatore disposto ad accettare quelle condizioni. Assifact ha sottolineato anche il fatto che non sono chiare le condizioni di questa cessione "obbligata" all'intermediario subentrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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