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Ma tu lo sai come si usa il denaro?

14 maggio 2014




Moses Naim è una delle firme più note di The Atlantic, forse il miglior quotidiano online d'America, certamente uno dei più invidiati e copiati al mondo. Ma il suo recente articolo Most People in the World Have No Idea How To Manage Their Money ("La maggior parte della gente in tutto il mondo non ha nessuna idea di come gestire il suo denaro" http://www.theatlantic.com/international/archive/2014/05/the-danger-of-financial-ignorance-do-you-understand-money/361851/) ha avuto il pregio ulteriore di mettere il dito in una piaga insospettabilmente (o forse non tanto insospettabilmente) enorme. La maggior parte della gente non sa come gestire i suoi soldi e non soltanto in termini di sofisticati investimenti a lungo termine, ma anche nella gestione quotidiana di quello che ci ritroviamo in tasca.

Non si tratta di una semplice opinione ma del risultato di un lavoro di analisi durato anni di due ricercatrici pubblicato dal Journal of Economic Literature di Marzo 2014. Le due docenti di economia hanno effettuato una ricerca di anni esplorando le cognizioni finanziarie della popolazione delle principali nazioni mondiali ponendo tre domande apparentemente banali.

Prima domanda: hai 100 dollari impiegati al 2% annuo. Dopo cinque anni quanti soldi hai? Risposte suggerite: 102 dollari, più di 102 dollari, meno di 102 dollari, non so.

Seconda domanda: il tasso di interesse del tuo conto corrente è dell 1% all'anno, l'inflazione è al 2%. Dopo un anno, in termini reali, il tuo conto in banca ha: più potere di acquisto, esattamente lo stesso potere di acquisto, meno potere di acquisto, non so.

Terza domanda: la seguente affermazione è vera o falsa? "Comperare l'azione di una sola azienda normalmente garantisce una rendita più sicura rispetto a una quota di un fondo comune". Risposte possibili: vero, falso, non so.

Ovviamente le risposte giuste sono: più di 102, meno potere di acquisto, falso.

Bene: il risultato della ricerca è che NON sono stati capaci di rispondere esattamente ai tre quesiti il 96% dei russi, il 79% degli svedesi, il 75% degli italiani, il 73% dei giapponesi, il 70% degli americani, il 69% dei francesi, il 53% dei tedeschi. Solo gli svizzeri hanno fatto registrare circa il 50% di risposte esatte... Il campione riguardava persone che prendono decisioni finanziarie in merito agli investimenti per sé e per la loro famiglia.

"Un disastro per l'industria del risparmio gestito", spiegano le due autrici della ricerca, "soprattutto nel momento in cui sempre di più passano dalla vendita agli sportelli bancari o attraverso promotori anche prodotti che hanno funzioni di previdenza integrativa". Perché è chiaro che la stragrande maggioranza delle persone, nei paesi economicamente più avanzati, non ha la minima idea di quale sia il suo interesse economico e di come difenderlo.  I possibili danni economici, a questo livello, non riguardano solo i singoli ma rischiano di innescare ripercussioni sociali spaventose, soprattutto in un momento di acuto invecchiamento della popolazione come l'attuale.

Le due autrici della ricerca sono Olivia S. Mitchell, della Parks University della Pennsylvania e Annamaria Lusardi, docente di Finanza alla George Washington University nella capitale americana ma italiana laureata alla Bocconi, che già in passato ha pubblicato numerosi articoli sul tema dell'ignoranza finanziaria e dei rischi che comporta fra cui questo: http://annalusardi.blogspot.it/.

Come al solito il re è nudo. Ma raccontare come e quanto rivela aspetti inediti di questa nudità.

L'Impresa ritiene che il tema dell'ignoranza finanziaria sia cruciale, e nel prossimo numero, quello di giugno, dedicherà un ampio servizio alla carenza di preparazione finanziaria di cittadini e aziende in Italia, ai suoi rischi ed effetti perversi nonché alle bufale che questa carenza di preparazione rende possibili.    

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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