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La deflazione? Non c'è per gli espatriati in Italia

14 luglio 2014




Luanda, in Angola, è – per il secondo anno - la città più cara del mondo per gli expatriate, i manager internazionali. La seconda classifica è N'Djamena, in Ciad (che nel 2013 era al quarto posto). Questa la sorprendente conclusione dell'indagine "Cost of Living 2014" della Mercer, leader mondiale nella consulenza sulla gestone del personale che rileva i costi di un paniere comune di beni e servizi in 211 città del mondo. Due città asiatiche (Hong Kong e Singapore) al terzo e quarto posto in lieve crescita, seguite da Zurigo e Ginevra (5° e 6°), altrettanto in crescita, e da Tokio (che scende alla 7° posizione dalla terza del 2013). Berna e Mosca (che perde però ben sette posizioni) sono ottava e nona, decima, prevedibilmente, Shaghai, in risalita dal 14° posto. Ma nella top ten quest'anno non c'è nessuna città nordamericana. La più cara, New York, è al 16° posto, comunque in netta risalita dal 24° dello scorso anno, ma è anche l'unica città nordamericana presente nelle top 50, probabilmente a causa del prezzo sempre più elevato degli affitti.

 

E le città italiane? Milano e Roma si piazzano rispettivamente al 30° e 31° posto (Londra è al 12° posto, Parigi è al 27°: entrambe hanno guadagnato più di 10 posizioni). Nel 2013 Milano e Roma erano al 41° e al 44°: più di dieci posizioni guadagnate anche per loro. Buone notizie? Almeno la classifica certifica che, da questo punto di vista, non siamo in deflazione, anche se la notazione principale sembra essere quella che l'euro forte spinge al rialzo i costi delle città dell'Eurozona, Germania esclusa: nessuna città tedesca entra infatti nelle prime cinquanta in classifica, così come nessuna spagnola, portoghese, belga. Record negativo per San Paolo del Brasile, precipitata dalla 19° posizione alla 39°, unica città sudamericana nelle top 50 malgrado i Mondiali di calcio.

 

Nelle prime 50 della classifica sono 13 le città africane,  16 quelle asiatiche (fra cui 8 le cinesi, Tel Aviv l'unica del Medio Oriente), 15 le città europee fra cui tre quelle svizzere (le più care), due americane, quattro le oceaniche (tre australiane e Nouméa in nuova Celdonia).

 

Elena Oriani, Global Mobility Leader di Mercer Italia, spiega che «Anche se Luanda e N'Djamena sono città relativamente economiche per chi ci è nato, diventano molto costose per gli espatriati che acquistano beni di importazione. Anche trovare alloggi che soddisfino gli standard internazionali è difficile e costoso. In linea di massima è per questo che le città africane schizzano ai vertici delle classifiche».

 

La città meno cara fra quelle monitorata è Karachi, in Pakistan, al 211° posto. Il costo della vita per un espatriato a Luanda, rispetto a Karachi è di almeno tre volte superiore.  

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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