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Attualità

La formazione continua? In Italia poca poca

20 gennaio 2015




Cresce la  disoccupazione in Italia, diminuisce la formazione. Una situazione che l'Aldai (Associazione Lombarda  Dirigenti Aziende Industriali, la maggiore delle associazioni territoriali aderenti a Federmanager) non esita a definire una vera e propria emergenza. "Perché il capitale umano è il fattore più importante per lo sviluppo di aziende ed economie. Se l'Italia non investirà molto di più nella formazione permanente dei lavoratori non offrirà mai a tutti la possibilità di crescere e fare carriera", ha dichiarato Romano Ambrogi, Presidente ALDAI, "In un momento di profonda trasformazione dei modelli economici e di business le aziende possono tornare a crescono solo con manager e dipendenti professionali, aggiornati e motivati. Dunque più formati".

Secondo la ricerca Aldai, basata su dati Eurostat e Isfol, fra le maggiori economie europee L'Italia ha il record negativo di adulti (25-64 anni) che frequentano corsi di aggiornamento: solo 62 su 1.000, contro i 177 della Francia, 161 della Gran Bretagna, 111 della Spagna e 78 della Germania. In media in Europea sono 105, con picchi di 314 in Danimarca e 281 in Svezia.

In un decennio, dal 2004 al 2013, nelle maggiori economie continentali l'impegno nella formazione permanente ("lifelong trianing") è cresciuto quasi ovunque. In Italia, invece, è rimasto stabile e su livelli bassi. Nella Penisola, inoltre, quasi un terzo delle richieste di training fatte dai dipendenti non viene accolto.

 

Poco meno di un terzo degli addetti (31%) segue corsi di formazione in azienda.

La quota scende nell'industria (27%) e sale nei servizi (33%). I corsi coinvolgono metà dei lavoratori nelle grandi aziende (50%), mentre solo un quinto (20%) nelle imprese minori.

La carente formazione nel mondo del lavoro si riflette sulla capacità di sviluppo delle imprese. In Italia solo 6 aziende su 100 attuano un processo strategico di innovazione, contro le 10 della Germania e le 8 della Francia.

La ricerca Aldai evidenzia anche una serie di paradossi tutti italiani. La formazione degli adulti è concentrata sulle classi di età più giovani, dai 25 ai 34 anni (13,6%) che vantano però livelli di scolarità più elevati. La partecipazione a corsi si riduce al crescere dell'età.

Fra i 35 e 44 anni di età si scende al 5,7% di partecipanti. Dai 45 ai 54 si passa al 4,8%. Appena il 3% delle persone oltre i 55 anni usufruisce di aggiornamento professionale.

La formazione, altra anomalia, favorisce chi è già più istruito: i laureati che partecipano ad attività formative sono il 16,1%, quasi il triplo rispetto alla media. Beneficia di formazione circa il 6,1% di coloro che dispongono di un diploma di scuola secondaria.

Solo l'1,6% dei lavoratori con diploma di media inferiore, invece, riesce a frequentare corsi di aggiornamento. Quali figure imparano di più sul lavoro in Europa? In testa ci sono quadri e "professional" con il 90%. Seguono tecnici (82%) e manager (72%). In coda impiegati (68%) e operai (48%).

Spesso, poi, la formazione viene vissuta come un fatto "esterno" che non tende a valorizzare la cultura aziendale che spesso tende a disperdersi fra le vecchie e le nuove generazioni. E' per questo che Aldai ha cerato un servizio innovativo di tutoring: i dirigenti senior affiancano i giovani in un percorso di crescita professionale che ha visto la partecipazione di oltre 60 manager.

La formazione professionale degli adulti nei maggiori Paesi europei

Paesi

2004

2013

Var

Francia

6,0

17,7

11,7

Gran Bretagna

29,0

16,1

-12,9

Spagna

4,8

11,1

6,3

Germania

7,4

7,8

0,4

Italia

6,3

6,2

-0,1

UE (28)

9,1

10,5

1,4

Fonte: elaborazione Aldai su dati Eurostat

Chi impara di più sul lavoro in Europa

 

Figura

Apprendimento sul lavoro

Professional - quadri

90%

Tecnici

82%

Manager

72%

Impiegati

68%

Operai

48%

Fonte: elaborazione Aldai su dati Eurostat

Formazione italiana concentrata sui giovani

Classi di età

Partecipazione

ad attività formative

25 – 31 anni

13,6%

35 – 44 anni

5.7%

45 – 54 anni

4,8%

55 – 61 anni

3,0%

Fonte: elaborazione Aldai su dati Isfol 2012

Formazione italiana concentrata sui laureati

Livello di studio

Partecipazione

ad attività formative

Laurea o Master

16,1%

Scuola secondaria

6,1%

Media inferiore

1,6%

Fonte: elaborazione Aldai su dati Isfol 2012

Orientamento all'innovazione delle aziende

Paesi

Totale

Strategico

Germania

61%

10%

Francia

61%

8%

Italia

36%

6%

Spagna

33%

2%

Gran Bretagna

32%

2%

Fonte: elaborazione Aldai su dati Eurostat

La formazione degli adulti in Europa

Paesi

2004

2013

Danimarca

25,6

31,4

Svezia

17,4

28,1

Finlandia

22,8

24,9

Francia

6,0

17,7

Olanda

16,4

17,4

Gran Bretagna

29

16,1

Lussemburgo

9,8

14,4

Austria

11,6

13,9

Estonia

6,6

12,6

Slovenia

16,2

12,4

Spagna

4,8

11,1

UE

9,1

10,5

Rep. Ceca

5,8

9,7

Portogallo

4,2

9,7

Germania

7,4

7,8

Malta

4,3

7,5

Irlanda

6,1

7,3

Cipro

9,3

6,9

Belgio

8,6

6,7

Lettonia

8,4

6,5

Italia

6,3

6,2

Lituania

6,0

5,7

Polonia

5,0

4,3

Grecia

1,8

3,0

Ungheria

4,0

3,0

Croazia

1,9

2,9

Rep. Slovacca

4,3

2,9

Romania

1,5

2,0

Bulgaria

1,3

1,7

Fonte: elaborazione Aldai su dati Eurostat

 

 

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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