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Babbel sbarca negli USA ma non guarda alla Borsa

10 marzo 2015




Forte dell'appoggio di Apple, che l'ha inclusa fra le app per il nuovo iWatch, Babbel sbarca negli Stati Uniti aprendo una nuova sede a New York con l'obiettivo di una crescita a due cifre nel 2015, come informa un comunicato della società tedesca che con più di 20 milioni di utenti in 190 paesi (autocertificazione) si conferma la maggior scuola di lingue del mondo oltre che la app per l'apprendimento delle lingue online (sia su computer che su smartphone sia su piattaforma IOS che Android) più diffusa, oltre ad essere una delle startup europee (è stata fondata nel 2007 da un gruppo di studenti tedeschi) di maggior successo degli ultimi anni.

In realtà Babbel, che punta molto sul mercato americano dove l'apprendimento di lingue straniere è in forte crescita (anche perché gli adulti che parlano correntemente una seconda lingua sono solo il 18% contro il 53% degli europei, lo dice l'US Department of Education, il loro Ministero dell'Istruzione), negli Stati Uniti aveva già messo un piede con l'acquisizione della startup PlaySay Inc. di San Francisco nel 2013. La mossa del 2015 consiste nell'apertura di una filiale statunitense (Babbel Inc.) guidata da Thomas Holl, uno dei cofondatori di Babbel a Berlino nel 2007.

La società tedesca, rigorosamente privata e non quotata (non fornisce neppure dati sul fatturato, anche se dichiarano che nel 2014 è raddoppiato rispetto al 2013), che oggi da lavoro a circa 270 persone, ha costruito le sue fortune grazie a un approccio molto semplice all'apprendimento delle lingue, alla portabilità dei corsi (che possono essere seguiti ovunque e in qualsiasi momento) e a prezzi molto competitivi: gli abbonamenti vanno dai circa 7 dollari di costo mensile (per un abbonamento annuale) ai 13 dollari di un abbonamento mensile.

Per adesso la piattaforma prevede solo l'apprendimento di 14 lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Olandese, Danese, Norvegese, Svedese, Russo, Polacco, Portoghese, Spagnolo, Turco e Indonesiano. È evidente che l'inserimento di lingue orientali come il Cinese, l'Arabo, il Giapponese, l'Hindi e l'Urdu potrebbe costituire un'enorme riserva ulteriore di crescita. Di certo la formula dell'apprendimento delle lingue tramite app sembra essere la nuova frontiera dei corsi di lingue, destinata a diventare sempre più importante rispetto alle scuole tradizionali (come il gruppo Berlitz, fondato negli Stati Uniti nel 1878 e presente in 70 paesi) ma anche di iniziative editoriali come i corsi di lingua su supporti elettronici venduti in abbinamento con i giornali.

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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