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Economia

2016 positivo per le aziende italiane: parola di S&P

7 ottobre 2015




Milano, 7 ottobre 2015 _ "Fra 2015 e 2016 le aziende italiane possono aumentare sensibilmente la loro competitività e i loro profitti grazie alle migliorate condizioni economiche e di mercato". Non lascia adito a dubbi il report speciale sull'economia italiana rilasciato ieri da Standard & Poors. E il fatto è tanto più clamoroso inquanto l'agenzia di rating americana negli ultimi otto anni non è mai stata tenera con l'Italia e le sue prospettive di sviluppo. 

In particolare il rapporto sottolinea come siano radicalmente mutate le condizioni dell'accesso al credito per le aziende della penisola. A giugno 2015 i tassi applicati ai nuovi prestiti corporate erano 100 punti base inferiori a quelli applicati a giugno 2014. 

I nuovi prestiti per le imprese nei primi sei mesi del 2015 sono ammontati a 225 miliardi di euro, circa 35 miliardi in più (+15,5%) rispetto al primo semestre 2014. Le attività di M&A sono in deciso incremento visto il deciso interesse delle multinazionali verso l'acquisizione di aziende italiane. Nella seconda metà del 2015 è previsto un ulteriore incremento nel trasferimento di capitali alle imprese.

Tuttavia le aziende italiane, sempre secondo il rapporto di S&P, scontano sempre un gap di redditività rispetto alle concorrenti dell'Europa occidentale con profitti medi pari al 4,5% dei capitali investiti rispetto a una media europea del 6,2%. Anche il rapporto debito/EBITDA, al 3,4% nel 2014, è peggiore della media europea pari al 3%. 

Anche le previsioni di crescita del mercato interno (PIL a +0,7% nel 2015 contro la media UE di +1,6%, anche se gli ultimi dati congiunturali previsionali ufficiali sembrano in realtà assegnare all'Italia una crescita migliore, probabilmente superiore all'1%, e una crescita minore all'Europa, complice lo scandalo Volkswgen e le ripercussioni sulla "locomotiva" tedesca) e di investimenti pubblici in infrastrutture (2,2% del Pil contro il 2,9% della media UE) "remano contro" la ripresina, secondo l'agenzia di rating, insieme all'antico problema della dimensione media d'impresa troppo piccola. 

"E' per questo che riteniamo che a godere della ripresa saranno solo le aziende più innovative e quelle maggiormente orientate all'export, e fra le PMI solo quelle che hanno iniziato un persocrso di ristrutturazione e potenziamento della loro capacità di generare profitti", ha dichiarato Renato Panichi, l'analista di S&P responsabile del rapporto. 

In altre parole un'apertura di credito al governo e alla stagione di riforme italiane, ma ancora molto limitata e prudente. 

Evidentemente deve essere anche piuttosto diffficile cambiare redicalmente opinione su un paese che per molti anni è stato considerato il ventre molle d'Europa.

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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