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Attualità

Verso un'Ires europea?

29 gennaio 2016




Oggi la Commissione Europea (per chi fosse poco pratico è l'organo di governo dell'Unione, un po' come Renzi in Italia) ha presentato "le nuove misure contro l'elusione dell'imposta sulle società" a livello continentale presntando anche un comunicato che riportiamo di seguito.

L'intento è chiaro: abbattere le disparità fiscali INTERNE all'Unione che hanno portato molte multinazionali - soprattutto quelle legate ai servizi on line - a pagare poche o nessune tasse sul fatturato realizzato nei grandi paesi consumatori dell'Unione come Germania, Francia, Italia, Spagna semplicemente ponendo la sede fiscale in paesi come l'Irlanda che ha una tassazione MEDIA sui redditi d'impresa al 12,5%, nessuna IVA, agevolazioni per le multinazionali che spesso portano l'imposizione sui redditi d'impresa a zero. 

Ma è sufficiente una presa di posizione della Commissione per sanare questa frattura interna che è una minaccia al futuro dell'Unione grave quanto se non più dello schricchiolio degli accordi di Schengen? I dubbi sono leciti e opportuni.

Se la Commissione è sempre pronta (a torto o a ragione) a sanzionare gli aiuti di stato dei paesi membri che cercano di puntellare le loro industrie, le loro banche o il loro commercio, perché non ha mai sanzionato le politiche fiscali di favore dell'Irlanda, o quelle di Regno Unito e Belgio che fanno ponti d'oro alle multinazionali che portano la sede fiscale in quei paesi, o l'incredibile detassazione delle transazioni finanziarie attuata da paesi come Lussemburgo e Malta?

Persino la terribile Italia, che per il fisco sui redditi d'impresa è uno dei paesi più severi (malgrado la mitigazione dell'IRAP siamo sempre ampiamente sopra al 60%) ha dovuto calare le braghe di fronte alle grandi multinazionali. Alla Apple ha applicato uno sconto di 500 milioni di euro su 818 di evasione IRES accertata. La trattativa con Google va nella stessa direzione ma lo sconto potrebbe essere ancora maggiore.

Ma in assenza di una reale convergenza delle politiche fiscali (a cominciare da un regime IVA unico europeo) di cui si parla da 30 anni ma che non è mai stato realizzato, qual è la garanzia che l'elusione delle grandi multinazionali non continui domani come è andata avanti fino ad oggi?

Per adesso, di seguito, quello che la Commisione racconta. Nella speranza che non sia solo l'ennesiama grida di manzoniana memoria. 

Commissione europea - Comunicato stampa
Tassazione equa: la Commissione presenta nuove misure contro l'elusione dell'imposta sulle società
Bruxelles, 28 gennaio 2016

Le proposte odierne mirano a coordinare le risposte dell'UE all'elusione dell'imposta sulle società alla luce delle norme globali dell'OCSE dello scorso autunno. Sono necessarie nuove norme per allineare la normativa fiscale in tutti i 28 paesi dell'UE al fine di contrastare in modo efficiente ed efficace le pratiche fiscali aggressive delle grandi società. 

Oggi la Commissione europea ha aperto un nuovo capitolo nella sua campagna per una tassazione equa, efficiente e favorevole alla crescita nell'Unione con nuove proposte per combattere l'elusione dell'imposta sulle società. Il pacchetto contro l'elusione fiscale invita gli Stati membri ad adottare una posizione più forte e più coordinata contro le società che cercano di evitare di pagare la giusta quota di tasse e ad attuare le norme internazionali contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

Le nuove proposte sono incentrate sui seguenti elementi principali:

  • misure giuridicamente vincolanti per bloccare i metodi più comuni utilizzati dalle società per eludere il fisco;
  • una raccomandazione agli Stati membri su come evitare gli abusi dei trattati fiscali;
  • una proposta finalizzata alla condivisione, da parte degli Stati membri, delle informazioni di natura fiscale sulle multinazionali che operano nell'Unione;
  • azioni volte a promuovere la buona governance in materia fiscale a livello internazionale;
  • una nuova procedura a livello dell'Unione per la costituzione di un elenco dei paesi terzi che non si adeguano alle norme.

Nel complesso queste misure permetteranno di ostacolare la pianificazione fiscale aggressiva, potenziare la trasparenza tra gli Stati membri e garantire una concorrenza equa per tutte le imprese nel mercato unico.

Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "Oggi compiamo un altro passo avanti per rafforzare la fiducia nell'intero sistema fiscale, rendendolo più equo e più efficiente. I cittadini devono confidare nel fatto che le norme fiscali si applicano egualmente a tutte le persone e a tutte le imprese. Le società devono pagare la loro giusta quota di tasse nel luogo in cui si svolge la loro attività economica effettiva. L'Europa può essere un leader mondiale nella lotta all'elusione fiscale. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede un'azione coordinata a livello europeo per evitare che i 28 Stati membri adottino ciascuno un diverso approccio". 

Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "Miliardi di euro di gettito fiscale vanno persi ogni anno a causa dell'elusione fiscale: si tratta di risorse che potrebbero essere utilizzate per servizi pubblici come scuole e ospedali o per potenziare l'occupazione e la crescita. Per questo motivo gli europei e le imprese che rispettano le regole finiscono per pagare imposte più elevate. Si tratta di una situazione inaccettabile e la nostra iniziativa è intesa a porvi rimedio. Oggi compiamo un importante passo avanti verso la creazione di condizioni di parità per tutte le nostre imprese, per una tassazione equa ed efficace per tutti gli europei."

Azioni fondamentali

Il pacchetto si basa sui tre pilastri centrali del programma della Commissione per una tassazione più equa.

Garantire l'effettiva tassazione nell'UE

Il principio fondamentale dell'imposta sulle società è l'assoggettamento nel luogo in cui sono generati i profitti. Il pacchetto contiene proposte specifiche per aiutare gli Stati membri a fare in modo che ciò avvenga. La Commissione propone una direttiva anti-elusione che contiene misure giuridicamente vincolanti per contrastare alcuni dei più diffusi sistemi di elusione fiscale. La raccomandazione sui trattati fiscali consiglia agli Stati membri i modi migliori per proteggere i loro trattati fiscali contro gli abusi compatibilmente con il diritto dell'Unione. 

Migliorare la trasparenza fiscale

La trasparenza è fondamentale per individuare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva poste in essere dalle grandi società e garantire una concorrenza fiscale leale. Il pacchetto odierno mira a rafforzare la trasparenza sulle imposte che le società versano mediante una revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa. Secondo le norme proposte, le autorità nazionali si scambieranno informazioni in materia fiscale sulle attività delle società multinazionali, ripartite per paese. Tutti gli Stati membri disporranno pertanto di informazioni cruciali per individuare i rischi di elusione fiscale e mirare più efficacemente le loro verifiche fiscali. La Commissione sta inoltre esaminando la questione di un'informativa paese per paese, per la quale è attualmente in corso una valutazione d'impatto in prospettiva di un'iniziativa che dovrebbe essere presentata all'inizio della primavera. 

Assicurare condizioni di concorrenza uniformi

L'elusione fiscale e la concorrenza fiscale dannosa sono problemi globali. Un'azione preventiva deve pertanto estendersi oltre i confini dell'Unione. In un contesto in cui gli Stati membri lavorano per attuare nuove norme globali di trasparenza fiscale e di concorrenza fiscale leale è importante che si attivino in tal senso anche i partner internazionali dell'Unione. I paesi in via di sviluppo dovrebbero essere inclusi nella rete internazionale della buona governance fiscale, in modo che anch'essi possano beneficiare della lotta globale contro l'elusione fiscale. Il pacchetto odierno contiene una comunicazione su una strategia esterna per una tassazione effettiva. Il suo obiettivo è rafforzare la cooperazione con i partner internazionali nella lotta contro l'elusione fiscale, potenziare le misure dell'Unione per promuovere un'imposizione equa a livello globale fondata su norme internazionali e creare un approccio comune alle minacce esterne di elusione fiscale. Saranno così garantite condizioni eque e paritarie per tutte le imprese e tutti i paesi.

Il pacchetto contiene anche una comunicazione introduttiva e un documento di lavoro dei servizi della Commissione, che illustrano le motivazioni politiche ed economiche dietro le singole misure e il programma più ampio della Commissione contro l'elusione fiscale. È accompagnato da un nuovo studio sulla pianificazione fiscale aggressiva, che esamina i principali canali utilizzati dalle società per evitare le imposte. 

Contesto

Il pacchetto odierno rispecchia l'attuale approccio politico ed economico globale all'imposta sulle società. Lo scorso ottobre i paesi dell'OCSE hanno concordato misure per limitare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS). Anche il Parlamento europeo ha formulato raccomandazioni in materia di elusione dell'imposta sulle società.

La Commissione sta compiendo rapidi progressi per realizzare la promessa del Presidente Juncker di istituire un programma completo per contrastare l'elusione dell'imposta sulle società, garantire un mercato unico più equo e promuovere l'occupazione, la crescita e gli investimenti in Europa.

Le principali iniziative presentate dalla Commissione nel 2015 per promuovere la trasparenza fiscale e riformare l'imposta sulle società stanno già producendo risultati: la proposta sulla trasparenza dei cosiddetti "ruling fiscali" è stata approvata dagli Stati membri in soli sette mesi e una serie di altre importanti riforme in materia di imposta sulle società sono state avviate. Per tutto il 2016 la Commissione proseguirà la sua campagna di riforma dell'imposta societaria con importanti proposte, come il rilancio della base imponibile consolidata comune.

Prossime tappe

Le due proposte legislative del pacchetto saranno trasmesse al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio per adozione. Il Consiglio e il Parlamento dovrebbero inoltre approvare la raccomandazione sui trattati fiscali, cui gli Stati membri dovrebbero conformarsi in sede di revisione dei loro trattati fiscali. Gli Stati membri dovrebbero altresì approvare formalmente la nuova strategia esterna e decidere come portarla avanti il più rapidamente possibile una volta adottata dal Parlamento europeo

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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