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Attualità

L'assicurazione si scontra con la traduzione

5 febbraio 2016




Carlo Marietti Andreani è il presidente dell'AIBA, l'Associazione Italiana dei Broker di Assicurazione e Riassicurazione che conta oltre 5 mila iscritti (più di 4 mila persone fisiche, oltre 1.500 aziende) con premi gestiti nel 2014 per oltre 16 miliardi di euro e oltre il 40% di quota di mercato nella gestione dei rami danni. Come ogni anno ha incontrato la stampa in occasione della presentazione dell'osservatorio AIBA sulla RC auto in Italia a MIlano il 2 febbraio. Ma a margine dell'incontro ha voluto parlare più che altro del mercato assicurativo nazionale in forte trasformazione anche a causa delle novità normative internazionali. 

Cosa cambia per i broker con l'introduzione di Solvency 2, la nuova normativa internazionale sulle assicurazioni in vigore dal primo di gennaio?

In realtà non molto. Solvency 2 riguarda più le compagnie che non i broker, per i quali la novità normativa più importante è la direttiva europea IDD, quella sulla distribuzione dei prodotti assicurativi ( http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32016L0097&from=EN) , il cui testo definitivo viene diffuso ufficialmente oggi, 2 febbraio. Lì qualche preoccupazione in più c'è.

Sconvolgimenti nel vostro mercato?

Non dal punto di vista sostanziale, anche perché buona parte delle novità della Direttiva la legislazione italiana le aveva già anticipate. C'è però qualche preoccupazione seria per alcuni aspetti formali del testo...

In che senso?

Nelle bozze che sono circolate il termine "consumer", consumatore, utilizzato dal legislatore europeo, in italiano era diventato "contraente". Anche se a un profano può sembrare una quisquilia, di fatto non lo è. Vuol dire, per esempio, che noi intermediari dovremmo garantire le stesse condizioni a un cittadino consumatore come a una grande multinazionale che viene da noi per sottoscrivere una copertura. E, mi creda, questo ci crea problemi molto seri...

Ma è possibile che questo problema non sia risolvibile?

Naturalmente non sapremo quale sarà l'entità effettiva del problema finché non ci sarà il recepimento da parte nazionale con un testo definitivo. Ma non c'è dubbio che questo metta in luce una situazione che stiamo vivendo con tutta la legislazione europea (lo scorso anno il settore aveva già visto l'approvazone di altre due direttive, la MIFID 2 sulla vendita di prodotti finanziari al pubblico e la PRIIPS sulla distribuzione di prodotti previdenziali e pensionistici anche di natura assicurativa). Cioè che dopo l'allargamento ogni direttiva pone grossi problemi di armonizzazione che finiscono, invece di rendere più omogeneo il mercato comune, per favorire soluzioni diverse trovate dai diversi stati membri. Tutti gli intermediari assicurativi italiani cercano di canalizzare le loro istanze attraverso il BIPAR (http://www.bipar.eu/) che è l'associazione europea. Ma non mi pare che le nostre osservazioni siano state recepite dalla Commissione. Il rischio è sempre quello di un aumento della burocratizzazione delle procedure che, per noi broker, è assolutamente letale.

E Solvency 2 non impatta su di voi?

Come dicevo, non direttamente. Tuttavia impatta molto sulla gestione delle compagnie, che probabilmente verranno spinte a un'ulteriore concentrazione  visti i requisiti di capitalizzazione richiesti. Anche qui, non vorremmo che meno attori e un irrigidimento delle condizioni finisse per togliere competitività al mercato e spazio di azione ai broker. L'attività assicurativa dovrebbe essere, per sua natura, un'attività a medio/lungo termine. La nuova legislazione spinge verso una gestione a breve delle compagnie. Se questo porterà a condizioni standard ancora più stringenti nella definizione delle polizze, per i broker gli spazi di mercato rischiano di farsi più esigui. Chiaramente non ci auguriamo che si vada in quel senso.

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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