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La strada verso la fiducia

7 febbraio 2017




I venti che arrivano dall'Ovest del mondo sono freddi. 

Le prime iniziative del neo presidente degli Usa non sono confortanti, ma non bisogna neanche cadere in facili interpretazioni. Che ci sia un profondo disagio in buona parte del mondo occidentale, acuito da una crisi socio-economica che ha colpito duramente i redditi della fascia media della popolazione e continui a colpire - soprattutto in Europa - l'occupazione è sotto gli occhi di tutti. Ma che la risposta stia in una politica protezionista è tutt'altra cosa. In questo numero "L'impresa" (n.2/2017, in edicola da mercoledì 8 febbraio) ha indagato gli effetti dell'elezione di Trump sui investimenti e commercio mondiale, che - ricordiamo - non ha avuto un impatto negativo sui mercati finanziari. Anzi, ha generato un certo ottimismo per gli annunci sui tagli alle tasse.

Detto questo, ciò che davvero si aspettano è una spinta all'industria manifatturiera americana, con effetti positivi sull'occupazione, andando a capitalizzare una politica rivolta al reshoring avviata già dall'amministrazione Obama dal 2010, che ha dato i suoi frutti, generando da allora un totale di 275mila posti di lavoro. A far paura invece sono le misure protezioniste e la stretta sull'immigrazione, che andrebbe a colpire - ad esempio - anche l'entrata di talenti internazionali, di cui l'America ha bisogno come tutti gli altri paesi.

Se ampliamo il discorso, un filosofo del calibro di Salvatore Natoli ci ricorda che siamo a un transito di civiltà: stiamo passando da un'epoca basata su valori stabili e grandi credenze a un'era di incertezza e di disagio diffuso che spinge a facili aggregazione attorno a leader occasionali. Possiamo evitare pericolose derive solo se saremo in grado di ricostruire la fiducia sorretta da a una corretta percezione dei cambiamenti sociali da parte del management e delle classi dirigenti. 

Non è un caso se proprio in questi mesi è uscito un libro - di cui pubblichiamo un estratto arricchito da un commento italiano -  frutto di una ricerca sul campo, che può segnare un vera svolta per le organizzazioni. L'autore Frederic Laloux analizza il passaggio verso uno stadio di consapevolezza delle aziende, caratterizzati da tre fattori: auto-organizzazione, pienezza e proposito evolutivo. Una trasformazione che risponde alle esigenze del mercato ma ancor prima alle domande di senso delle persone, offrendo la possibilità di ricostruire la fiducia, appunto.

Maria Cristina Origlia

Maria Cristina Origlia
Maria Cristina Origlia, giornalista del Sole 24 ORE, è coordinatore editoriale del mensile di management “L’Impresa”, dedicato a diffondere cultura e consapevolezza nella gestione delle organizzazioni.
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