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Attualità

Il Belpaese attrae solo un terzo degli investimenti esteri della media UE

12 marzo 2017




L'Italia si conferma poco attraente per gli investimenti diretti esteri, pari allo 0,7% del PIL, contro il 2% in Europa. Tuttavia la riduzione delle imposte sulle imprese nel 2017, dal 31,4% al 27,9%, potrebbe rendere il Belpaese più competitivo: lo sostiene una ricerca di  UHY, network internazionale che raggruppa società di revisione, consulenza fiscale e sul lavoro indipendenti con base a Londra, UHY è presente con circa 300 uffici nelle maggiori città di 90 Paesi. In Italia UHY ha uffici in 7 città capoluogo.

L'indagine ha analizzato l'incidenza degli investimenti diretti esteri (FDI) sul PIL delle 44 maggiori economie del mondo nel 2015.

Al vertice figurano Malta (26%), Singapore (22%) e Olanda (14%). L'Italia si colloca al 36% posto. Fra le maggiori economie europee primeggia la Spagna (2,1%), seguita da Gran Bretagna (1,8%), Francia (1,4%) e Germania (1,4%).

Gli investimenti esteri in Italia nel 2015 sono stati pari a 13 miliardi di dollari contro gli oltre 50 in Gran Bretagna, i 46 in Germania, i 35 in Francia e i 25 in Spagna.

I fattori che inibiscono gli investimenti esteri, sottolinea la ricerca, sono la scarsa crescita del Paese, l'elevata burocrazia, le alte tasse. "L'Italia si presenta oggi meglio rispetto ad alcuni anni fa", osserva Andrea D'Amico, partner UHY Italy,  "Dal 2017 c'è un consistente taglio, il 3,5%, delle imposte sulle imprese. Questo taglio ci colloca ora a metà classifica fra i maggiori Paesi. Poi c'è un intervento a favore degli investimenti in impianti e macchinari, con il super ammortamento. Ma ulteriori riforme e incentivi sarebbero utili". Un deciso impulso potrebbe arrivare dalla riforma del mercato del lavoro (Jobs Act), che ha allineato l'Italia ai maggiori partner europei. Un fattore favorevole è l'elevata preparazione dei giovani, in costante crescita. Un altro indicatore in deciso miglioramento - sottolinea UHY Italy - riguarda le controversie. Il numero di processi civili pendenti si è ridotto passando da 5,8 a 3,8 milioni in 7 anni (-34%). I tempi si sono accorciati, anche grazie al "processo telematico", che permette di depositare gli atti in via telematica.

Ad attirare i maggiori investimenti esteri - ricorda la ricerca UHY - sono sempre le economie emergenti dei BRICS, con un flusso di 375 miliardi di dollari. Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica insieme, vantano un'incidenza degli investimenti esteri diretti pari al 2,3% del PIL. Le economie mature del G7 si attestano in media sull'1,7%.

Investimenti diretti esteri sul prodotto interno lordo (Fonte UHY)

Posizione

Paese

% del PIL

1

Malta

25.8%

2

Singapore

22.3%

3

Olanda

13.8%

4

Cambogia

9.4%

5

Jamaica

6.7%

6

Vietnam

6.2%

7

Brasile

4.2%

8

Perù

4.1%

9

Israele

3.9%

10

Bulgaria

3.8%

11

Malesia

3.7%

12

Canada

3.6%

13

Emirati Arabi Uniti 

3.2%

14

Australia

3.2%

15

Polonia

3.0%

16

Messico

2.8%

17

Uruguay

2.5%

18

Romania

2.4%

19

Indonesia

2.3%

20

Railandia

2.3%

21

Cina

2.3%

22

USA

2.1%

23

Spagna

2.1%

24

India

2.1%

25

Egitto

2.1%

26

Argentina

2.0%

27

Filippine

2.0%

28

Guatemala

1.8%

29

Gran Bretagna

1.8%

30

Bangladesh

1.6%

31

Francia

1.4%

32

Germania

1.4%

33

Republica Ceca

1.4%

34

Slovacchia

1.3%

35

Austria

1.1%

36

Italia

0.7%

37

Nigeria

0.6%

38

Danimarca

0.6%

39

Russia

0.5%

40

Pakistan

0.4%

41

Croazia

0.3%

42

Portogallo 

0.3%

43

Giappone

0.0%

44

Nuova Zelanda

-0.1%

Spagna calamita fra i grandi Paesi europei (Fonte UHY)


Posizione

Paese

Investimenti esteri

(milioni di dollari)

Peso % sul prodotto interno lordo

1

Spagna

25

2,1

2

Gran Bretagna

50

1,8

3

Germania

46

1,4

4

Francia

35

1.4

5

Italia

13

0,7


Tassazione soft sulle imprese britanniche (Fonte UHY)


Posizione

Paese

Tassazione % sulle imprese 2007

Tassazione % sulle imprese 2017

1

Gran Bretagna

30,00%

20,00%

2

Spagna

32,50

25,00

3

Italia

37,25%

27,9%

4

Germania

38,36%

28,72%

5

Francia

33,32%

33,30%




Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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