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Attualità

La previdenza complementare si apre ai PIR, ma la regolazione non favorisce gli investimenti produttivi

20 marzo 2017




La detassazione dei redditi che derivano da investimenti nell'economia reale, prevista dalla legge di bilancio 2017 per i fondi pensione e le casse previdenziali  autonome, rappresenta per Assoprevidenza un passo utile per il Paese. "Con questo provvedimento - ha affermato oggi il Presidente Sergio Corbello nel corso di un incontro con i giornalisti - da una parte si indirizzano risorse importanti verso l'economia produttiva, dall'altra ci si avvicina alla normativa fiscale europea, che non prevede tassazione per i redimenti dei fondi pensione e delle casse professionali".

Si tratta di fondi investiti per oltre 140 miliardi di euro (dati Covip 2015) per i soli fondi pensione a cui vanno aggiunti circa altri 72 miliardi di patrimonio delle casse previdenziali private di categoria: quasi il 15% del PIL nazionale.

"D'altro canto", ha aggiunto Corbello, "il regime regolatorio del nostro settore non ha permesso al comparto dei fondi pensione di svolgere quella fondamentale funzione di investitore di lungo periodo in opere di rilevanza sociale e infrastrutturale a sostegno dell'economia nazionale che c'è stato in altri paesi. In Italia i sottoscrittori di fondi pensione possono ottenere anticipazioni sulle prestazioni previdenziali per l'acquisto della prima casa, in caso di malattia o anche solo per finanziare credito al consumo. In questo modo i fondi non hanno potuto svolgere la loro funzione di investitori di medio lungo periodo, dovendo equiparare le loro politiche di investimento a quelle di altri strumenti finanziari come i fondi comuni".

In particolare Corbello ha lamentato la possibilità di contribuire a strumenti essenziali per la tenuta sociale del paese come le polizze long term care per il sostegno delle persone non autosufficienti come i fondi pensione stanno facendo in Germania. "E' uno strumento che diventerà sempre più essenziale viste le disastrose dinamiche demografiche messe in luce dai recenti dati Istat. Come comparto stiamo cercando di spingere verso investimenti in strutture per anziani, ma sono convinto che la politica dovrebbe dare una spinta molto più decisa in questa direzione".

Nel frattempo la legge 232/2016 prevede un regime fiscale agevolato per i redditi di fondi pensione e casse di previdenza dei professionisti conseguiti a seguito di investimenti in azioni o quote di imprese residenti in Italia o nell'Unione europea ma con stabile organizzazione in Italia. Gli investimenti potranno essere diretti o attraverso strumenti collettivi del risparmio gestito come fondi di investimento o Sicav, che dovranno essere anch'essi residenti in Italia o nella Ue e mantenuti per almeno 5 anni.

La quota massima dell'attivo patrimoniale che potrà beneficiare della detassazione è il 5%, calcolato al 31/12 dell'esercizio precedente. In questa ottica sarebbe interessante anche l'eventuale utilizzo dei PIR da parte di fondi pensione e casse professionali, semplificando l'accesso degli investitori previdenziali all'economia reale. Questa ipotesi comporta un intervento legislativo di carattere correttivo.

E' da molto tempo che Assoprevidenza punta a una totale detassazione dei rendimenti dei patrimoni gestiti prima che questi si trasformino in prestazioni previdenziali (oggi i gestori dei fondi pensione o della previdenza complementare pagano le tasse sui rendimenti annuali degli investimenti come un privato cittadino. Il beneficiario del fondo, in più, paga le tasse sulla differenza fra quanto versato e quanto incassato dal fondo al momento della prestazione, godendo solo di eventuali limitati benefici fiscali sulle somme versate. Questo non avviene nella maggior parte dei paesi dove esiste una previdenza complementare). Ovviamente sta chiedendo anche una soluzione al pasticcio legislativo per cui la liquidità versata dai fondi o dagli enti previdenziali privati su conti bancari, in caso di insolvenza della banca, è sottoponibile a bail in (prelievo forzoso per far fronte all'insolvenza della banca) come i depositi dei privati superiori a 100 mila euro: quelli dei fondi comuni di investimento, invece, non lo sono.  

 

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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