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Il conflitto Usa-Ue sul terreno digitale

5 aprile 2017




Sono passati pochi giorni dalla celebrazione dei 60anni dei Tratti d Roma che hanno istituito la Cee, prima formulazione di comunità economica con l'ambizione di coronare il sogno dell'intesa politica. Il tema allora, come oggi, è quello di contrapporre alle grandi potenze dell'Ovest e dell'Est del mondo un interlocutore credibile, a difesa della propria visione strategica in termini di sviluppo socio-economico, quella visione che è alla base della ricchezza innanzitutto industriale dell'Europa.

Oggi, il dialogo o lo scontro - dipende dai punti di vista e dei leader a capo delle super potenze - continua su quelle che sono le sfide del futuro, dove l'evoluzione delle tecnologie sta portando all'entrata massiccia dell'intelligenza artificiale in tutti i settori e nella vita quotidiana delle persone. In gioco c'è il dominio dei settori chiave e la gestione dell'impatto sull'occupazione in mercati del lavoro molto diversi per elasticità e quindi capacità di assorbire grandi spostamenti occupazionali.

Da una parte, gli Usa parlano di digital transformation riferendosi specificatamente all'industria del software, delle tecnologie digitali e ai suoi big player, già campioni mondiali.

Dall'altra, l'Europa trainata dalla Germania parla di Industria 4.0, ovvero la digitalizzazione di tutta l'industria, a partire da quella manifatturiera su cui poggia la sua potenza economica.  Gli effetti sull'occupazione sono discussi. E' vero, che l'entrata di macchine intelligenti in tanti settori, come la consulenza finanziaria, crea una riorganizzazione di funzioni e competenze. Ma questo fenomeno - raccontiamo su L'Impresa n.4/2017 in edicola dal 5 aprile -, se ben governato, può dare una spinta a quell'evoluzione del sistema economico iniziata dalla crisi del 2007-2008 in poi, con un ripensamento radicale dell'education e dei modelli organizzativi. 

Redazione
Rivista Italiana di Management, fondata nel 1959.
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