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Il ritorno della politica industriale

11 maggio 2017




Perché oggi possiamo parlare di una nuova finanza per le imprese alle soglie della quarta rivoluzione industriale?

Perché è indubbio che uno scarto rispetto a un passato, in cui il sistema bancario non si è prodigato per lo sviluppo dell'imprenditoria e la finanza alternativa era troppo esigua, ci sia. Ed è indubbio che sia favorito da un abbozzo di politica industriale che mancava da decenni, con evidenti risultati. Sto parlando del Piano Industria 4.0 , messo a punto dal Ministero dello sviluppo, che letto assieme al Piano straordinario per il made in Italy avviato un paio d'anni, disegna un progetto di sviluppo nazionale.

In particolare, il Piano Industria 2017-2020, rafforzato dalle misure della Legge di Stabilità, mette a disposizione delle aziende un insieme di strumenti per favorirne la trasformazione digitale, che interessa tutte le tipologie indipendentemente dal settore e della dimensioni. Sappiamo dall'ultima ricerca di Mediobanca che oggi in Italia le aziende 4.0 sono circa 4000, numeri che però non tengono in considerazione la fornitura e subfornitura né tantomeno le imprese-rete e i gruppi di fatto, quindi tutto l'indotto che i campioni si portano dietro.

Fatto sta che la classe di aziende di capitale indagate da Mediobanca (fatturato annuo tra i 16 e i 355 milioni, addetti non inferiore a 50 e non superiore ai 499) valgono quasi un terzo del Pil nazionale e aggregando fornitura e subfornitura raggiungono il 50 per cento.

E' a loro che si rivolge la nuova finanza 4.0 - che raccontiamo su "L'Impresa" in edicola dal 10 maggio 2017 -: dai mini bond che dopo un anno dal lancio stanno finalmente prendendo un buon ritmo, ai diversi strumenti di avvicinamento alla Borsa - Aim Italia per le Pmi, Elite per allenare le medie aziende e facilitare l'accesso ai mercati dei capitali - alle partecipazione dei fondi, che anch'essi stanno crescendo sia nelle forme di Venture capitola per il finanziamento delle imprese nascenti o in crescita, ai Private equity o il Private debt. Complessivamente a fine 2016 ammontavano a investimenti per 26 miliardi. E' troppo presto per pronunciarsi sugli effetti dei neonati Pir, piani individuali di risparmio, per indirizzare il risparmio delle famiglie verso le medie imprese non quotate, ma la novità' è apprezzabile.

La nuova finanza induce le imprese ad avviare o consolidare un percorso di sviluppo interno culturale e manageriale, che le aiuta a crescere e internazionalizzarsi. Inoltre, non è trascurabile l'effetto dello sviluppo della finanza alternativa sul sistema bancario. Un maggiore equilibrio e un progressivo miglioramento delle imprese rende anche più' facile l'accesso al credito. Per le aziende più' piccole, infine il peer to peer landing, offrendo istruttorie semplici e veloci, si sta rivelando uno strumento molto adatto per le realtà delle micro imprese.

Come spesso abbiamo ricordato su queste pagine, digital transformation significa anche un cambiamento consapevole dei modelli organizzativi, che da gerarchici devono progressivamente abbracciare formule più di responsabilizzazione e di leadership orizzontale, che modificano il modo di relazionarsi tra le persone. Ecco perché diventa sempre più' importante sviluppare quelle intelligenze relazionali che raccontiamo nel dossier dedicato. 

Redazione
Rivista Italiana di Management, fondata nel 1959.
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