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Attualità

I nemici di FlixBus ci riprovano

15 maggio 2017




Altri guai all'orizzonte per FlixBus, la società di trasporto su autobus che a prezzi low cost collega le città europee e che dall'estate 2015 è attiva anche in Italia.

Dopo che con la manovrina correttiva dei conti pubblici di aprile il Governo aveva cancellato gli emendamenti anti-FlixBus inseriti nel Milleproroghe di febbraio e aveva pubblicato il testo in Gazzetta Ufficiale, ecco che alla Camera, in sede di conversione in legge del decreto (il n. 50 del 24 aprile 2017), rispuntano praticamente gli stessi emendamenti, che puntano alla soppressione o alla sostituzione dell'articolo del Governo e dunque di fatto smentiscono l'impegno preso dall'Esecutivo. Emendamenti che sono stati  presentati a firma, ad esempio, di alcuni deputati Pd e di Sinistra Ecologia e Libertà e che sono stati ritenuti ammissibili, facendo sorgere il legittimo sospetto su quale gioco si stia giocando in Parlamento.

Andrea Incondi, a capo di FlixBus Italia, si rivolge direttamente al Governo"Chiediamo coerenza. Di nuovo, chi sceglie di investire in Italia rischia di essere tenuto in scacco da giochi di potere al servizio di consorterie locali. Dopo la nota molto chiara dell'Antitrust, dopo il provvedimento inserito nel decreto del Governo, di fronte a questi nuovi interventi parlamentari ‘di amici degli amici' siamo sicuri che il Governo terrà il punto e farà valere gli impegni presi e ai quali finora ha dato seguito. Ne va, ancora una volta, della credibilità di questo Paese."

Fondata in Germania nel 2011, FlixBus è sbarcata in Italia meno di due anni fa ed è già in grado di coprire 120 città italiane, con piani di crescita che nel breve periodo puntano a portare a duecento le città collegate. Con alle spalle investitori di prima grandezza come Holtzbrinck Ventures, General Atlantic e Silver Lake, lo stesso fondo americano che sta dietro a Tesla e a molte altre aziende tecnologiche, FlixBus sta portado avanti il proprio innovativo modello di business, ponendosi non tanto come compagnia titolare di una propria flotta di mezzi quanto come piattaforma tecnologica in grado di attivare una serie di partnership con gli operatori locali e offrire ai viaggiatori un servizio di trasporto low cost. Che in Italia lo spazio per un simile servizio ci sia lo dimostrano i numeri: ad oggi, FlixBus ha trasportato già oltre tre milioni e mezzo di passeggeri. 

"La scommessa inziale sulle potenzialità del mercato italiano - continua Incondi - si è dimostrata azzeccata. Oltre ai numeri dei passeggeri, va detto che per FlixBus Italia lavorano già un centinaio di persone, la metà delle quali sono nella nostra sede milanese. In più, se calcoliamo che per ogni autobus attivato servono cinque-sei autisti, poi la benzina che viene consumata, i pedaggi pagati, la manutenzione dei mezzi, l'indotto per gli alberghi e le strutture ricettive in generale, possiamo indicare in 30-40 milioni di euro l'indotto creato". 

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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