In edicola
n° 7-8/2017
area abbonati
Archivio articoli
2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010
Autori
Acoté Massimiliano Cannata Daniele Chieffi Giampaolo Colletti Paola Conversano Luigi Dell'Olio Vito Di Bari Antonio Dini Emanuele Facile Gaia Fiertler Giovanna Guercilena Giovanni Medioli Giorgio Neglia Andrea Notarnicola Letizia Olivari Maria Cristina Origlia Daniela Ostidich Paola Stringa Marco Todarello Danilo Zatta
Il Sole 24 Ore Shopping 24

Attualità

La fine dei soldi, idee per un futuro senza contante

4 luglio 2017




L'Italia, si sa, è uno dei Paesi in cui è meno diffuso l'uso di pagamenti elettronici, con il contante che è ancora di gran lunga il metodo più usato. E non solo, naturalmente, per chi è interessato a occultare la tracciabilità dei propri movimenti di denaro. C'è una sorta di ancestrale sfiducia, di reticenza all'uso di carte e pagamenti on line.  
Non è solo una questione di comodità: i danni sociali provocati dall'uso della moneta cartacea superano di gran lunga i suoi pregi superficiali. 

Potrebbe sembrare una questione minore, in un'epoca di grave stagnazione e instabilità economica. Ma l'eccesso di denaro contante contribuisce in modo decisivo a rendere il mondo più povero, più iniquo e meno sicuro: pone grandi limiti alle politiche monetarie, favorisce l'evasione fiscale e il lavoro nero, rappresenta di fatto un regalo alla criminalità organizzata e al terrorismo. In La fine dei soldi (Il Saggiatore, 23 euro) Kenneth Rogoff - ex capoeconomista del Fondo monetario internazionale e autore del best seller Questa volta è diverso - indaga la natura del denaro e ripercorre la storia della moneta cartacea dalle origini all'economia ai nostri giorni. 

Le statistiche rivelano che oggi circolano 3.200 euro in contanti per ogni cittadino europeo, e 4.200 dollari per ogni statunitense, quasi tutti in banconote di grosso taglio. Di questa enorme quantità di cartamoneta soltanto il 10 per cento viene utilizzato per i normali acquisti delle persone e delle famiglie, tutto il resto si perde nei meandri dell'economia sommersa, quando non nelle casseforti di grandi evasori, truffatori, narcotrafficanti e mafiosi.
La soluzione di Rogoff è semplice: abolire gradualmente le banconote, con l'eccezione di monete e piccoli tagli. Questo prosciugherebbe il bacino in cui vive e prolifera l'economia illegale, ma soprattutto permetterebbe alle banche centrali di fissare tassi d'interessi negativi senza correre il rischio di una corsa al contante: uno strumento di politica monetaria decisivo - eppure indisponibile, finora - per stimolare gli investimenti e i consumi nei momenti di recessione. Provocatorio, affascinante, supportato da argomentazioni chiare e approfondite, La fine dei soldi costituisce la premessa informativa per capire l'importanza di una nuova - e urgente - riforma monetaria.


Marco Todarello
Calabrese trapiantato a Milano, classe 1976. Giornalista professionista, scrive di politica ed economia.
Altri articoli
Gli autori dell'Impresa