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Attualità

Il nuovo welfare è "fai da te". Nasce il primo prodotto assicurativo integrato e brevettato che garantisce una pensione e un'assistenza sociosanitaria

5 luglio 2017




Non più tardi di ieri, 4 luglio, il presidente dell'INPS Tito Boeri ci ammoniva che "senza i migranti il sistema previdenziale italiano è già morto". Senza i lavoratori dall'estero in 22 anni si avrebbero 35 miliardi in meno di uscite, ma anche 73 in meno di entrate, sottolineando anche come circa il 66% delle prestazioni offerte dall'INPS non siano di natura strettamente previdenziale, ma interventi di natura assistenziale. In ogni caso, comunque, il mito della "pensione che prima o poi arriva per tutti", e soprattutto di una pensione congrua e ricca, appare come un retaggio del passato. Una disoccupazione giovanile che persiste a livelli ben superiori a quelli del resto d'Europa (dunque sempre meno contributi pagati), una generazione, quella dei baby boomers, che è la più affollata della storia umana e che ormai si è già affacciata alla pensione...

Il problema non è soltanto quello di prestazioni sempre più spostate in là nel tempo e sempre meno generose, il problema è di tenuta sociale ed economica di un sistema che sembra, malgrado le dichiarazioni spesso irresponsabili di molti politici, allegramente avviato alla catastrofe. 

Non è certo la prima volte che il mondo delle assicurazioni e della finanza lancia allarmi sull'urgenza di trovare soluzioni alternative, sull'imperativo di farsi una pensione complementare cominciando fin da giovani. Ma con quali soldi? Se i giovani non lavorano in maniera continuativa già non riescono a fare fronte alla contribuzione obbligatoria - e l'allarme sulle future pensioni dei attuali trentenni, che non ci saranno, non è certo una novità - come possono permettersi una previdenza integrativa, salvo ricorrere alle tasche profonde di mamma e papà? Il problema non è poi solo quello, a lungo termine, della pensione, ma anche quello dell'assistenza sociale e sanitaria che ha una storia simile di sottovalutazione. Infatti, malgrado i circa 30 anni di storia della previdenza e dell'assistenza integrativa in Italia, a oggi le persone che hanno aderito a un fondo pensione complementare sono meno di 8 milioni, di cui almeno due milioni "silenti", con posizioni aperte ma versamenti meno che minimi, assolutamente insufficienti a generare un reddito integrativo. Le persone che aderiscono a fondi sanitari, mutue complementari e altre forme di assistenza integrativa sono circa 9 milioni, anche qui con molte posizioni sfumate e poco significative. Solo poche categorie fortunate con contratti integrativi ancora "ricchi" sono coperte.

Gli italiani continuano ad affidarsi prevalentemente a previdenza e assistenza pubbliche. Tutta colpa della scarsa cultura finanziaria? O forse è anche il mercato che non ha mai saputo offrire loro prodotti semplici e a costi accettabili in grado di far fronte alle loro esigenze?

Propende decisamente per la seconda ipotesi MIchele Cristiano, amministratore delegato di CF (Credito e Famiglia) assicurazioni, sigla probabilmente sconosciuta ai più che in realtà rappresenta una compagnia che, nei dieci anni di vita, ha assunto posizioni importanti come specializzata nell'assicurazione dei finanziamenti immobiliari, dato anche l'azionista di controllo che è il gruppo Tecnocasa, il maggior network nazionale di agenzie immobiliari. Compagnia che ha deciso di fare il "grande passo" verso un 'apertura di mercato che, nelle intenzioni, dovrebbe portarla a più che raddoppiare la raccolta premi nei prossimi cinque anni.

La chiave di volta di questa strategia di espansione si chiama Wellfare, un prodotto integrato che offre prevenzione (check up sanitari annuali, visite e cure odontotecniche), copertura infortuni (rimborso spese mediche, invalidità permanente, diarie da ricovero e da immobilizzazione), salute (invalidità permanente da malattia, grandi interventi chirurgici, critical illness, long term care),  morte, perdita di impiego o riduzione del reddito per gli autonomi. Il tutto unito a una gestione separata che permette di accantonare risparmi a partire dai 20 anni fino ai 70 con versamenti minimi mensili di 100 euro fra i 20 e i 30 anni che diventano 150 fra i 30 e i 40 e vanno a salire con l'età e l'aumento del reddito disponibile.

L'uovo di Colombo? "Si tratta di un prodotto ingannevolmente semplice", spiega Cristiano, "ed effettivamente semplice per chi lo sottoscrive che ha coperture variabili a seconda della sua età ed esigenze e può scegliere di modulare i versamenti a seconda delle sue disponibilità. In realtà il sistema di gestione che  lo fa funzionare è complicatissimo, anche perché fa riferimento a una serie di specifiche tecniche, norme fiscali e sugli accantonamenti che toccano diversi rami ministeriali del comparto assicurativo. Ma, giustamente, questo al cliente non importa. Credo che solo una decina di anni fa proporre in Italia un prodotto simile non sarebbe stato possibile. Oggi lo è anche grazie alla tecnologia che possiamo applicare alla gestione. Tecnologia che ci ha spinto a chiedere di brevettare il nostro prodotto: non pretendiamo di essere monopolisti di un mercato simile, ma almeno di capitalizzare il vantaggio competitivo di essere arrivati per primi, sì".

 Ma siete sicuri che gli italiani siano maturi per un prodotto del genere, che richiede un impegno lungo una vita?

Non ci facciamo illusioni. Il bisogno c'è, la cultura va creata. Ma è anche assurdo continuare a dire che gli italiani non si assicurano quando il mercato non offre prodotti che vadano incontro ai loro bisogni reali. Noi siamo convinti che il il nostro prodotto sia in grado di di offrire una risposta concreta. Non la risposta definitiva, siamo consci che sussistono margini di miglioramento. Ma intanto stiamo facendo un primo passo.  Dal 6 luglio chiunque, sul sito www.cfwellfare.it potrà inserire la sua età e costruirsi una copertura a seconda delle sue esigenze in maniera facile e comprensibile. Già questo, rispetto a capire che cosa ci aspetta dall'INPS, credo sia un passo in avanti enorme.



 


 

 


Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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