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Riportiamo il Mare Nostrum all'antico splendore

6 luglio 2017




File rouge di questo numero estivo de "L'Impresa", in edicola dal 5 luglio 2017, è il Mediterraneo, un "mare che affascina e corrompe", come ricorda Sebastiano Tusa, Sovrintendente del mare della Regione Siciliana, docente di Archeologia subacquea presso l'Università tedesca di Marburg. Da sempre al centro della contaminazione di culture e scambi commerciali grazie alla sua posizione strategica, si trova oggi indebolito a causa della situazione economica dei paesi che lo lambiscono, rispetto all'Europa più vicina a Bruxelles.

Tuttavia, il crescente interesse della Cina verso l'Europa, spinto dalle scelte politiche protezionistiche di Trump, ha dato un'accelerazione al grandioso progetto di rivitalizzare l'antica Via della Seta. Di fatto, il progetto Belt and Road Initiative prevede la realizzazione di sei corridoi, di cui quattro terrestri, lungo i quali far viaggiare le merci e non solo. In questo scenario, racconta il sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto "il ruolo dell'Italia può essere molto rilevante, direttamente e indirettamente. Un progetto che valorizza e potenzia la centralità del Mediterraneo, specie dopo il recente raddoppio del Canale di Suez, non può che avere come partner privilegiato la nostra penisola". Per la prima volta, forse, l'Italia sembra muoversi in sinergia, con azioni al Piano Straordinario Made in Italy che ha destinato al mercato cinese circa 20 milioni di euro, con un incremento di oltre 5 milioni sullo stanziamento dello scorso anno. 

La sfida ora è di giocare al meglio la partita per diventare il nodo strategico per le esportazioni cinesi nella Ue, dando piena attuazione al Piano Nazionale della Portualità e della Logistica. Un gioco di squadra, insomma, degno di un paese con una forte identità competitiva. Ma un altro gioco di squadra sarebbe altrettanto importante, quello che potrebbe vedere l'Italia capofila di una nuova politica europea a difesa dei diritti umani da tutelare nel Mediterraneo. Anna Pozzifondatrice dell'associazione Slaves no More, denuncia i numeri sconcertanti del traffico di esseri umani che fa del Mare Nostrum una valle di lacrime e un cimitero marino. Ci ricorda che "secondo Frontex, il traffico dei migranti è attualmente il business criminale più redditizio nel nostro continente, superando anche quello della droga. Solo nel 2015, il traffico di esseri umani da Medio Oriente e Africa ha fruttato al crimine organizzato circa 6 miliardi di euro". E' questo il mondo che vogliamo consegnare ai nostri figli? Una risposta coraggiosa la troverete tra le belle "Storie di impresa e vita" raccolte in questo numero. Buona lettura! 

Redazione
Rivista Italiana di Management, fondata nel 1959.
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