In edicola
n° 7-8/2017
area abbonati
Archivio articoli
2017 2016 2015 2014 2013 2012 2011 2010
Autori
Acoté Massimiliano Cannata Daniele Chieffi Giampaolo Colletti Paola Conversano Luigi Dell'Olio Vito Di Bari Antonio Dini Emanuele Facile Gaia Fiertler Giovanna Guercilena Giovanni Medioli Giorgio Neglia Andrea Notarnicola Letizia Olivari Maria Cristina Origlia Daniela Ostidich Paola Stringa Marco Todarello Danilo Zatta
Il Sole 24 Ore Shopping 24

Attualità

Valcamonica, Lago d'Iseo e Franciacorta aprono al turismo cinese: è l'occasione del millennio ma richiede investimenti e la capacità di fare squadra del territorio

7 agosto 2017




Da un po' di tempo a questa parte gli operatori turistici sono in agitazione in vista del 2018, dichiarato dal Presidente cinese Xi Jinping «anno del turismo cinese in Europa». Il perché di questa agitazione è facile da capire guardando i numeri. Nel 2016 i cinesi che hanno viaggiato fuori dai confini nazionali sono stati oltre 120 milioni, per una spesa complessiva generata pari a 200 miliardi di dollari. Semplicemente il "corpus" turistico più ricco del mondo: nessun altro paese (né l'intera Unione europea) è in grado di vantare una spesa turistica comparabile. Sempre nel 2016 a visitare l'Europa sono stati "solo" 11 milioni di cinesi, di cui 1,7 milioni sono arrivati in Italia, cifra percentualmente ancora molto bassa ma destinata, se saremo capaci di intercettare una domanda così impetuosa, ad aumentare nei prossimi anni in maniera esponenziale: tant'è che per il 2017 le prime proiezioni degli arrivi cinesi in Italia sono quasi raddoppiate. L'Europa è infatti il terminale "naturale" della Nuova Via della seta, la nuova rotta commerciale voluta dal governo cinese per aumentare l'interscambio Cina-Occidente-Cina. L'Europa è per i cinesi "la" meta esotica per eccellenza, le tensioni in Medio Oriente hanno di fatto escluso molte destinazioni turistiche tipiche del turismo internazionale (dall'Egitto alla Turchia passando per i paesi del Golfo arabico). Anche la politica non particolarmente accogliente della nuova amministrazione USA (che pure sarebbe guidata da un operatore turistico qual è Donald Trump) contribuisce a spostare flussi turistici dal Nord America al Vecchio Continente. Tutto bene, allora? Dobbiamo solo prepararci a raccogliere i frutti di questa congiuntura straordinaria?

Non proprio.

«L'Italia ha potenzialità straordinarie di attrazione verso il turismo cinese», spiega Zhang Gang, vice presidente e segretario generale del CCPIT-CCIOT per il sud Europa (http://overseas.ccpit.org/it/Channel_1512.htm?ChannelID=1512), «ma non è assolutamente conosciuta dai cinesi. Deve imparare prima di tutto a fare promozione sui canali di comunicazione cinesi, che non sono quelli occidentali. In secondo luogo gli operatori turistici e le autorità delle località che vogliono attrarre turisti e investimenti devono imparare a fare accoglienza per i cinesi».

Zhang Gang non è un semplice funzionario di passaggio: l'organismo che rappresenta è il più importante ente per la cooperazione e l'interscambio fra la Cina e il resto del mondo, un insieme di quello che in Italia fanno le Camere di commercio, l'ICE e gli uffici per l'internazionalizzazione della Confindustria. Non a caso è anche il presidente dell'AICI, l'associazione delle imprese cinesi in Italia che rappresenta colossi come Huawei, Haier, Cosco (la seconda azienda mondiale per i noli marittimi), Bank of China e un'altra cinquantina di colossi multinazionali. È anche la persona che ha coordinato la presenza cinese ad Expo Milano 2015 (con tre padiglioni all'Expo e uno vicino alla Stazione Centrale) e che presiede (dal suo ufficio di Milano) alla presenza commerciale e industriale cinese in Grecia, nei Balcani, a Malta.

A fine luglio Mr. Zhang ha svolto una missione di tre giorni in provincia di Brescia per visitare la Franciacorta, il lago d'Iseo e la Valcamonica sponsorizzato dal Gruppo operatori turistici della Valcamonica (presidente Silvia Schiavini) e Iseo Holiday, incontrando gli amministratori locali (18 sindaci e un rappresentante della provincia di Brescia) a Marone sul lago d'Iseo, grazie alla collaborazione del sindaco Alessio Rinaldi e del Vice Sindaco Livio Complani.

«I turisti cinesi in Italia oggi visitano soprattutto le città più famose: Venezia, Firenze, Roma, Milano. In queste località ci sono già alcune strutture, soprattutto hotel, attrezzate per l'accoglienza cinese, con certificazione Welcome Chinese (in Italia sono già circa 120, un quinto di quelle di tutt'Europa). Il resto d'Italia è magnifico e potenzialmente molto attraente per i cinesi, soprattutto nell'ottica dei nuovi turisti che non si muovono più solo in gruppo, con i pullman, ma individualmente e con la famiglia. Sono soprattutto imprenditori, con buone capacità di spesa, potenzialmente interessati a viaggiare tutto l'anno, che vogliono strutture ricettive di qualità, cercano esperienze culinarie, buon vino, panorami, arte, cultura ma anche intrattenimento, soprattutto per i bambini, e occasioni di shopping. Dunque oltre alle meraviglie naturali e architettoniche anche outlet park e parchi giochi, castelli e altre location di eccellenza per i matrimoni…».

Ma come possono i territori valorizzare le loro opportunità di attrazione per i turisti cinesi?

Maria Moreni, presidente dell'associazione Italy-China link, organismo bilaterale per la cooperazione tra eccellenze italiane e eccellenze cinesi, organizzatrice della missione Franciacorta-Sebino-Valcamonica così come delle precedenti missioni svolte in Abruzzo e Puglia, spiega che «la prima cosa da fare è creare una comunicazione in cinese e veicolarla sui social media cinesi, We Chat e Weibo. Facebook e Google, in Cina, non ci sono: dunque tutto quello che le strutture turistiche italiane e i territori hanno fatto in termini di social media marketing va ripensato in chiave China friendly e appositamente per i media cinesi. Quello che voglio dire è che non basta tradurre la vecchia brochure, bisogna ripensare l'intera strategia per far conoscere e riconoscere l'offerta. Per questo la nostra associazione ha messo a punto una piattaforma tecnologica in tre lingue appositamente realizzata per semplificare i processi di cooperazione bilaterale, pensata specificamente per i social media cinesi, attiva in Italia e in Cina dal mese di ottobre. Solo attraverso l'utilizzo della tecnologia è infatti possibile costruire dei ponti solidi e continuativi. Secondo, non si può andare in ordine sparso. Non è pensabile che ogni agriturismo, ristorante, pensione assuma personale cinese in prima battuta. Ma non è neppure pensabile fare accoglienza ai cinesi senza che sul territorio ci sia un centro facilmente identificabile a cui i cinesi possono rivolgersi: un centro che serva tutto il territorio e, quello sì, con personale cinese in grado di interagire con tutte le necessità dei turisti. In altre parole se i territori, partendo dalle amministrazioni senza distinzione di colore politico, non saranno capaci di dare una risposta positiva e immediata alla domanda cinese di servizi, quella del turismo cinese in Italia rischia di rimanere una straordinaria occasione mancata».

Ma l'interesse cinese non è solo per la cooperazione turistica: Mr. Zhang ha definito "molto interessante" il parco termale di Boario e le strutture alberghiere in vendita, tanto da preparare una missione a fine settembre con AICI e gli investitori cinesi. Ha anche parlato dell'opportunità di un gemellaggio per il paese di Bienno, uno dei più antichi centri di forgiatura dell'acciaio in Italia e oggi "città degli artisti", con il distretto 798 di Pechino, una delle maggiori comunità artistiche mondiali. Un altro punto di interesse sono i piani di attrazione di investimento che la zona può offrire per la riqualificazione industriale che potrebbero avvenire attraverso partnership cinesi con le industrie locali di eccellenza, l'acquisto di imprese del settore agricolo, il recupero delle aree dismesse.

Secondo Zhang Gang «questa zona è molto interessante dal punto di vista del potenziale della cooperazione industriale tra Cina e Italia sia per le attrazioni turistiche che culturali. In particolare è interessante la posizione geografica molto vicina a Milano. La comunità cinese residente a Milano e provincia (dove risiede la gran parte dei dirigenti delle imprese cinesi presenti in Italia) sarà certamente molto interessata a conoscerla meglio non solo per le vacanze ma anche per investire in immobili» Sono molti, infatti, i cinesi che comprano casa in Italia: l'acquisto di un immobile permette a quanti sono in regola con i documenti richiesti dalla legge italiana di ottenere il visto di "cittadinanza elettiva", il che è certamente un grosso incentivo.

   

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
Altri articoli
Gli autori dell'Impresa