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Attualità

Quanto pesano veramente le elezioni sulla ripresa? Forse poco, parola di S&P

22 gennaio 2018




Come ogni anno a gennaio Standard & Poors Global Ratings ha raccontato in una lunga conferenza stampa le sue previsioni per il 2018 sia dal punto di vista macroeconomico paneuropeo con l'intervento di Jean Michel Six, capo economista per Europa, Medio Oriente e Africa dell'agenzia di rating, sia con gli interventi successivi degli analisti italiani che hanno parlato dei settori corporate, banche e assicurazioni.

Six, prima che chiunque potesse chiederglielo, ha affermato che "Non siamo in grado di ipotizzare quale sarà l'impatto delle elezioni di marzo in Italia sulla ripresa economica. Anche perché non siamo soliti commentare le promesse elettorali, più o meno irrealizzabili, ma dobbiamo confrontarci con i programmi reali delle coalizioni dopo i risultati delle urne. E a oggi non siamo in grado di ipotizzare quali saranno". 

Certo, un po' di scetticismo sembrava trapelare dalle parole di Six visto anche l'eccellente andamento dell'economia tedesca malgrado le difficoltà riscontrate in Germania nella formazione di un governo e le altre situazioni di incertezza politica in Europa che non sembrano influenzare più di tanto l'andamento dei mercati. Insomma, che la politica pesi relativamente sull'economia dell'eurozona sembra essere un dato di fatto, e comunque "E' da quando vengo in Italia  per i nostri incontri annuali che c'è sempre un'elezione pendente con forti timori per la stabilità del sistema. Ma il sistema, fino ad oggi ha retto...".

Di fatto, secondo Six, la ripresa economica del 2017, che è stata la prima che ha coinvolto l'intero scenario dei mercati globali (economie avanzate, economie emergenti, importazioni globali)  dal 2009 lascia pensare che il ciclo economico espansivo non sia finito. Così come l'indice manifatturiero delle PMI europee per il 2018 vede previsioni di forte crescita, malgrado il perdurare di tassi molto bassi in zona euro e non solo, che destano qualche preoccupazione in caso di nuovi shock finanziari per la "scarsità di munizioni" a disposizione delle banche centrali.  Per quanto riguarda l'Italia la ripresa c'è, anche se è ancora inferiore a quella registrata in Europa con una parziale ripresa dei consumi che non si è ancora tradotta in una ripresa degli investimenti, nel 2017 ancora del 20% inferiori rispetto ai livelli pre crisi. Ad appesantire la situazione ancora la scarsità dei prestiti bancari erogati rispetto all'andamento dell'economia. Dunque una ripresa ancora trainata dall'export che si è tradotta nel primo miglioramento di rating del debito sovrano italiano registrato da S&P in 10 anni. Ce ne saranno altri? Forse non saranno politica ed elezioni a deciderlo. 

 

Giovanni Medioli
Giovanni Medioli, giornalista esperto di finanza e credito, blogger, coordinatore della “Guida del Sole 24 Ore a Basilea 2” e coautore della “Guida Pratica del Sole 24 Ore al credito alle Pmi”.
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