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Con Václav Havel se ne va un eroe della libertà

18 dicembre 2011




Senza retorica, possiamo dire che un gigante ci ha lasciati. Havel è stato tutto: scrittore, drammaturgo, intellettuale nel senso più alto del termine, soprattutto un uomo libero.

Nato a Praga nel 1936, non ha cercato la politica, è stato da questa cercato. Poco più che adolescente, in pieno regime comunista, stampa una rivista clandestina dattiloscritta con gli amici del gruppo "Classe del ‘36". E' un gioco rischioso. Quando nel '68 scoppia la Primavera di Praga, Havel opta per una linea low profile ma si ritrova, quasi con sorpresa, ad avere un ruolo nella resistenza, diventando un attivista politico contro il governo di Mosca.

"Un uomo – scrive ne "Il Potere dei senza Potere" (da leggere!) – non diventa dissidente perché un bel giorno decide di intraprendere questa stravagante carriera, ma perché la responsabilità interiore combinata con tutto il complesso delle circostanze esterne finisce per inchiodarlo a questa posizione…".

Finito nelle liste nere perché scrittore pericoloso, lavora come operaio in fabbrica – a questo periodo è ispirata l'opera teatrale "L'Udienza" – per poi ricominciare a svolgere appieno il ruolo dell'intellettuale. Scrive la famosa "Lettera al segretario generale del Partito Comunista Gustav Husak", prende pubblicamente le difese del gruppo rock Plastic people finito sotto le sgrinfie del regime, nel dicembre '76 fonda Charta '77, "comunità libera informale ed aperta di uomini di diverse convinzioni, diverse religioni e diverse professioni, legati dalla volontà di operare individualmente e insieme per il rispetto dei diritti civili e umani". Processato e condannato, incarcerato a più riprese, non demorde.

La rivoluzione del 1989, nota come la Rivoluzione di velluto perché ispirata ai principi della non violenza, riesce a rovesciare il regime comunista di Husak. Il 29 dicembre di quell'anno, Havel viene eletto, all'unanimità, presidente della Repubblica cecoslovacca. Inizia un cammino in salita di riconquista di senso delle parole libertà, auto determinazione, democrazia. Gestisce pacificamente la divisione della Repubblica Ceca dalla Slovacchia e, dopo la nascita della Repubblica ceca indipendente, nel 1993 viene eletto suo primo presidente, guidando il Paese verso un assetto politico occidentale e l'ingresso, nel 1999, nella Nato e, nel 2003, nell'Unione Europea.

Che la terra gli sia lieve.

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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