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Roma non gioca più

14 febbraio 2012




Alle 17.26 di oggi 14 febbraio il portavoce del sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha annullato la conferenza stampa prevista per le 18, dedicata alle Olimpiadi e al progetto di candidatura della Capitale come città ospitante dell'edizione 2020. 

Dietro il coup de théâtre, la decisione di Mario Monti di non avvallare la candidatura per via dell'esposizione finanziaria che la stessa avrebbe richiesto. Le parole del premier sono chiare: "Non è una bocciatura del progetto, ma il Governo non si sente di assumere l'impegno della garanzia". Si tratta, in altre parole, di una scelta di responsabilità, che tiene conto del momento difficile per i conti italiani e preferisce seguire la via della prudenza anziché lanciarsi in un progetto troppo ambizioso. 

Anche perché, come ha ricordato lo stesso Monti, le Olimpiadi Atene del 2004 sono state, almeno in parte, responsabili del dissesto economico di quel paese. Meglio, dunque, non giocare con il fuoco, visto che le stime parlavano di quasi 10 miliardi di euro necessari per organizzare i Giochi, di cui almeno 4,7 avrebbero dovuto essere coperti dalle finanze pubbliche. Senza considerare che, come sempre in questi casi, le stime iniziali sono destinate a gonfiarsi strada facendo. Del resto, è quello che è avvenuto anche a Londra, dove i costi inizialmente stimati in 2,37 miliardi di sterline sono arrivati, secondo Sky News, a qualcosa come 12 miliardi e non è detto la cifra sia definitiva.

Prudenza necessaria o occasione perduta? 

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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