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No Ici, no party

16 febbraio 2012




Firma Patti Lateranensi, 11 febbraio 1929

Oltre 600 persone - Governo quasi al completo, insieme a tantissimi cardinali, capeggiati da Bertone e Bagnasco - per festeggiare gli accordi di reciproco riconoscimento intercorsi fra Regno d'Italia e Santa Sede che , con la firma di Benito Mussolini e del cardinale Gasparri, l'11 febbraio del 1929, dopo la presa di Porta Pia, sancirono la creazione della città Stato del Vaticano e previdero una serie di obblighi anche economici da parte dell'Italia nei confronti del Vaticano.  Nel 1984, ad opera dell'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, seguì poi l'accordo per il nuovo Concordato, quello che è in vigore ancora oggi e che, tra le altre cose, stabilì le nuove modalità relative al finanziamento della chiesa da parte dello Stato.

Proprio il tema su cui il premier Mario Monti ha detto di voler intervenire in senso correttivo, dopo che la stessa Europa , aprendo una procedura di infrazione, ha chiesto all'Italia di rivedere la normativa di esenzione dell'Ici da parte degli immobili ecclesiastici, in quanto la stessa potrebbe configurarsi come aiuti di Stato, vietati dalla normativa Ue, e darebbe vita a forma di concorrenza sleale. L'emendamento sostenuto dal Governo mira dunque a far pagare l'Ici solo agli immobili commerciali - cioè non destinati a scopi caritatevoli o di culto - detenuti dalla chiesa, dagli alberghi agli ospedali ai negozi. Secondo le stime dell'Anci - l'associazione nazionale dei comuni italiani - la modifica potrebbe portare nelle casse dei comuni una cifra di circa 600 milioni di euro, mentre la Cgia di Mestre calcola fra i 700 milioni e il miliardo di euro. Denari che in tempi di magra diventano particolarmente preziosi.

La storia del contenzioso con Bruxelles è iniziata più di cinque anni fa, quando a Roma arrivarono le prime richieste di informazione. Seguirono due archiviazioni, ma un anno e mezzo fa il caso fu riaperto dal portavoce del commissario Ue alla concorrenza Almunia a seguito delle denunce presentate dal deputato radicale Maurizio Turco e dal fiscalista Carlo Pontesilli. La procedura d'infrazione della Ue continua ad essere in corso, anche se Almunia ha dichiarato che l'emendamento Monti "costituisce un progresso sensibile" e la sua approvazione da parte del Parlamento potrebbe portare alla chiusura della pratica contro l'Italia. 

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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