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Settore congressuale alla riscossa

15 marzo 2012




Di qui a tre anni, l'industria dei convegni e dei congressi in Italia - quella che viene comunemente chiamata Mice - aumenterà di 300mila unità le attuali 2milioni e 700mila presenze annue nel nostro paese, porterà a 14mila gli attuali 12mila eventi e conquisterà 200mila partecipanti, che si andranno ad aggiungere agli attuali 1 milione e 800mila. E' l'obiettivo dell'accordo "Mice in Italia" siglato da Caterina Cittadino per conto del Ministero al turismo e da Cristina Scaletti, assessore al turismo della Toscana, regione capofila. Il progetto s'incentra su temi come competizione internazionale e ammodernamento della nostra offerta congressuale e prevede anche capitoli dedicati alla formazione di figure professionali e alla certificazione di destinazioni e imprese. Il finanziamento è assicurato dallo Stato per 3.159.000 euro e dalle Regioni aderenti - oltre a Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Valle d'Aosta, Sicilia, Campania, Friulia Venezia Giulia e Provinzia autonoma di Trento - per 451.000 euro. 

Da almeno un paio d'anni - dopo la batosta conseguente agli attentati internazionali e l'inizio della grande crisi che hanno pesantemente colpito il settore - l'offerta congressuale italiana ha ripreso un andamento complessivamente positivo, anche se il comparto cresce meno di quanto non faccia negli altri paesi, sia in termini di presenze che di durata di ciascun evento. La sfida è riuscire a carburare la domanda interna e anche proporsi sul mercato internazionale come scelta di primo livello per le destinazioni. 

Dentro il dato complessivo Mice, c'è un segmento particolare, quello dei convegni della sanità, che però sta soffrendo, tanto che Paolo Zona, presidente di Federcongressi, sostiene che "il numero di convegni medico-scientifici negli ultimi cinque anni s'è dimezzato".  Zona è intervenuto in polemica col Ministro della salute Renato Balduzzi, che proprio durante un convegno sulle malattie rare aveva espresso perplessità circa la qualità dei convegni sanitari, dicendo che "l'offerta di convegni è molto robusta però ha spesso dello scontato". Le parole del Ministro non sono piaciute nè al presidente Zona nè a Renzo Iorio, presidente di Federturismo Confindustria. "Il Ministro Balduzzi - ha commentato Zona - parla di cose che non conosce o di cui non è informato a sufficienza". "E' importante difendere l'attività congressuale medica e l'attività formativa rivolta al mondo medico - ha a sua volta precisato Iorio - perché sono determinanti per la tenuta del comporato della meeting industry e dell'indotto anche dal punto di vista occupazionale". 

Parlando di congressi è obbligatorio citare Milano, punto di riferimento almeno europeo per la convegnistica, e l'Expo 2015, l'evento internazionale a cui la città si sta preparando. Ma anche a prescindere dall'Expo, il turismo d'affari da sempre è importante per il capoluogo lombardo, con un giro d'affari stimato sui 3 miliardi di euro e 80-90mila posti di lavoro dedicati.  Meno di un anno fa è stato inaugurato il MiCo, acronimo di Milano Congressi, fra i più grandi centri congressi d'Europa, opera dell'architetto Mario Bellini, a cui si debbono anche i tre padiglioni del Portello. Il MiCo, la prima grande infrastruttura destinata ad ospitare gli eventi dell'Expo, è in grado di accogliere 18mila persone nelle quasi 70 sale disponibili, di cui due dalle dimensioni maxi (4mila e 2mila posti), 54mila mq di saloni espositivi che all'occorrenza possono allestirsi anch'essi in sale plenari per capienze oltre i 5mila posti. 

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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