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Agenzia delle Entrate e spunti di riflessione

21 marzo 2012




  1. Le tasse – misura di civiltà con cui l'individuo contribuisce al benessere generale – devono mantenersi entro livelli sopportabili
  2. Oltre ad essere ingiuste, tasse troppo alte producono effetti fortemente negativi. Il primo è di tipo depressivo dell'economia; il secondo è di tipo depressivo del senso di appartenenza a una comunità; il terzo è di tipo depressivo della soglia oltre la quale, sulla base di un calcolo più o meno razionale, si è disposti a rischiare le conseguenze di un comportamento fiscale scorretto (pochi sono disposti a rischiare per non pagare poche lire, molti sono disposti a rischiare per non pagare cifre altissime)

  3. Lo Stato è al servizio del cittadino, non viceversa

  4. Uno Stato che si vuole occupare di tutto, va a finire che non riesce ad occuparsi bene di niente

  5. Uno Stato che si vuole occupare di tutto, costa tantissimo. Troppo. E siccome i soldi fatti a debito non reggono a lungo, va a finire che quello Stato trasforma i propri cittadini in sudditi. Lo Stato ordina, il suddito obbedisce, cioè paga. Finché regge: fisicamente economicamente psicologicamente 

  6. Con tutto il rispetto, ma solo una forma mentale da burocrate può partorire idee come quella del bollino per i "virtuosi". Se logica incentivante ha da essere, ecco una modesta proposta: raccolta punti. Più tasse paghi, più punti raccogli. Raggiunto un certo tot di punti hai diritto a un giro gratis. Non è la stessa cosa, proprio per niente

Giovanna Guercilena
Si occupa di giornalismo economico cercando di allargare lo sguardo al mondo. Scrive in mercati, formazione, tendenze e interviste.
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